banche centrali

G20: l’ultima parola alle banche centrali

A seconda degli esiti dei colloqui tra Trump e Xi Jinping, le banche centrali potrebbero reagire, anche in base all’effettiva crescita dell’economia, spiega Frank Häusler di Vontobel Asset Management

di Chiara Merico 28 Giugno 2019 10:18

financialounge -  banche centrali donald Trump FED Frank Häusler G20 Vontobel Asset Management Xi Jinping
Gli occhi di tutti sono puntati sull’incontro tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, in programma alla riunione del G20 di Osaka. E i mercati si interrogano: sarà un incontro amichevole? L’auspicio è questo, come spiega Frank Häusler, chief strategist di Vontobel Asset Management.

PACE IN VISTA?


E in effetti l’incontro potrebbe essere davvero amichevole, “considerato che Trump ha molto meno tempo di Xi per risolvere la controversia, dal momento che egli mira alla rielezione l'anno prossimo e dovrà dichiarare vittoria ad un certo punto”. Finora, nota l’esperto, l'attuazione delle tariffe è stata solo una frazione di ciò che è stato minacciato ed è stato sicuro di non gravare troppo sul consumatore americano per non sconvolgere il collegio elettorale di Trump.

I NEGOZIATI POTREBBERO RIPRENDERE


Lo scenario più probabile, secondo Häusler, è che Trump e Xi riprendano i negoziati (si veda tabella qui sotto). “Potenzialmente, potrebbero congelare lo status quo tra Stati Uniti e Cina sulle tariffe attuali per un periodo di tempo limitato. Le tariffe automobilistiche, tuttavia, ne sarebbero esenti in quanto sono di natura globale e molto più orientate verso l'Unione Europea e il Giappone. Un evento al di fuori di questo scenario principale, positivo o negativo, avrebbe un effetto sui mercati”.


PALLINO ALLE BANCHE CENTRALI


Qualsiasi cosa accada, secondo l’esperto “è probabile che la politica delle banche centrali torni a essere ben nitida”. Infatti, se Trump e Xi dovessero sorprendere con una rapida risoluzione, i mercati si mobiliterebbero fino a quando non riemergerebbero i timori di un inasprimento delle condizioni delle banche centrali. Nell’altro scenario, qualsiasi soluzione negativa “inizialmente porterebbe i mercati a un sell off fino a quando le banche centrali non interverranno con misure di stabilizzazione”.

LA FED OSSERVA LA CRESCITA


In generale, a giudizio di Häusler “la Fed reagirà alle condizioni di crescita sottostanti la superficie delle reazioni del mercato. Attualmente, la crescita globale va bene, ma è principalmente guidata dai settori dei servizi e dei consumatori”. Per il gestore “il settore manifatturiero è la questione principale e, senza progressi sul fronte delle controversie commerciali, un miglioramento sostanziale del settore rimarrà difficile”.

UN EQUILIBRIO PRECARIO


A seconda del percorso di crescita dell'economia, la Fed e le altre banche centrali saranno più o meno rigide, il che si rivelerà un difficile equilibrio sulla lama del rasoio.

Tariffa per Paese: Tutte le tariffe divise per il volume totale delle importazioni


Trending