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I mercati hanno un problema: bond per 3.300 miliardi di dollari in scadenza

Entro il 2023 andranno in scadenza sui mercati finanziari bond USA investment grade per un ammontare complessivo di 3.300 miliardi di dollari proprio in concomitanza di una fase di restringimento del credito

6 Marzo 2019 14:53

Una delle principali preoccupazioni degli investitori è la quantità di liquidità circolante sui mercati finanziari. Un problema passato in secondo piano dopo la grande crisi 2007-2008 dal momento che le grandi banche centrali hanno inondato il mercato con i loro Qe (quantitative easing). Basti pensare che il bilancio della Federal Reserve (cioè il controvalore di tutti i titoli in portafoglio alla banca centrale statunitense) è esploso da meno di mille miliardi di dollari del 2007-2008 a oltre 4.000 miliardi mentre quello della Bce è balzato dai 1.903 miliardi di euro del 2009 ai 4.500 miliardi del 2017. E’ pertanto facilmente comprensibile come, non appena la Fed abbia iniziato il proprio percorso inverso di riduzione del bilancio, siano affiorate forti preoccupazioni sui mercati finanziari circa le condizioni di liquidità.

BRUSCA INVERSIONE A ‘U’ DELLA FED


La brusca inversione ad ‘U’ effettuata dalla banca centrale statunitense all’inizio di quest’anno, che ha fatto trapelare la possibilità di un rallentamento se non addirittura di una sospensione del processo di riduzione del proprio bilancio, ha contribuito a rasserenare gli investitori e a sostenere i mercati finanziari, in particolare quelli delle obbligazioni societarie statunitensi. Nei primi due mesi di quest’anno, per la precisione tra il primo gennaio e il 26 febbraio, il rendimento medio degli Etf specializzati sugli high yield Usa si è infatti attestato al +7,4% mentre quello relativo agli Etf che investono prevalentemente sulle obbligazionari USA investment grade si è posizionato a +3,3%.

UNO TSUNAMI DA 3.000 MILIARDI DI DOLLARI


Peccato che sui mercati finanziari sia pronto a scatenarsi uno tsunami da 3mila miliardi di dollari. A farlo presente è Will Nasgovitz, amministratore delegato di Heartland Advisors. L’esperto non paventa nessuna nuova "piena crisi finanziaria" ma, con migliaia di miliardi di debiti aziendali in scadenza nei prossimi anni, si dice fermamente preoccupato sull’andamento regolare delle contrattazione, e quindi dei prezzi, dei bond societari. "Con i tassi di interesse bassi, l'economia solida e gli standard di prestito relativamente facili, si pensava che prendere a prestito finanziamenti per acquisizioni fosse una strategia a basso rischio", ha spiegato Will Nasgovitz che ha poi aggiunto: "Ma i prossimi cinque anni potrebbero mettere a dura prova questa visione eccessivamente ottimistica".

PROSSIMI 4-5 ANNI CRITICI PER I BOND INVESTMENT GRADE


Come si può facilmente constatare dal grafico sotto, circa 3.300 miliardi di dollari, ovvero il 48% di tutti i debiti commerciali in essere degli emittenti investment grade, andranno in scadenza entro il 2023: i prossimi 4-5 anni potrebbero quindi essere problematici per il mercato obbligazionario e, più in generale, per i mercati finanziari.

[caption id="attachment_135528" align="alignnone" width="500"]Le obbligazioni investment grade Usa in scadenza Le obbligazioni investment grade Usa in scadenza[/caption]

LO SPETTRO DELLA BOLLA DEI MUTUI SUBPRIME


"Questo enorme ammontare di debito risulterebbe piuttosto impegnativo per il mercato già negli scenari migliori, figuriamoci se si inserisce nella fase finale del ciclo del credito" ha puntualizzato Will Nasgovitz, preoccupato dei primi segnali che stanno evidenziando una maggiore restrizione negli standard di prestito per i mutuatari commerciali e industriali. Una seria preoccupazione dal momento che l’ultima grande crisi ebbe inizio con lo scoppio della bolla dei mutui subprime che si propagò in maniera devastante a tutti i mercati finanziari.
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