idee di investimento
Idee di investimento - Obbligazioni - 25 febbraio 2019
Nonostante la svolta dovish della Fed, il dollaro resta piuttosto stabile rigenerando le opportunità sia nel carry trade che negli emergenti. Opportunità anche nei bond con rating BBB e nella strategie absolute return
25 Febbraio 2019 09:27
IL CONTESTO GENERALE DEL RALLENTAMENTO GLOBALE
Una serie di fattori ha messo sotto pressione l’industria della Germania, locomotiva trainante dell’economia europea. Una ripartenza è possibile, ma per gli esperti di Candriam, Berlino resta vulnerabile a qualsiasi shock. Secondo i professionisti della casa d’investimento, la contrazione dell’industria tedesca va collocata “in un contesto più ampio di rallentamento generale dell’attività industriale globale”. Gli esperti, nell’articolo Possibile ripartenza per la Germania, ma la vulnerabilità resta, sottolineano come l’incremento dei dazi doganali, imposto dagli Stati Uniti, su acciaio e alluminio e successivamente su una serie di prodotti cinesi, abbia avuto un effetto immediato sul commercio globale. E il clima di incertezza creato da queste tensioni commerciali ha contribuito ulteriormente al rallentamento dell’attività industriale, in particolare nei paesi asiatici, che costituiscono un importante sbocco per l’export tedesco. Ecco perchè, secondo gli esperti di Candriam, alla luce della crescita debole, l’Eurozona, e la Germania in particolare, “rimangono vulnerabili a qualsiasi ulteriore shock”.
ABSOLUTE RETURN
Resta il fatto che, come fa notare Esty Dwek, senior investment strategist di Natixis Investment Managers nell’articolo Recessione ancora lontana nonostante la frenata in corso, nonostante le economie si trovino in una fase avanzata del ciclo, la recessione non sembra vicina e gli asset rischiosi hanno ancora un ruolo importante nel portafoglio. “Se da un lato prevediamo una maggiore volatilità – spiega Esty Dwek – non riteniamo sia ancora tempo di eliminare il rischio dai portafogli in quanto pensiamo che gli asset più rischiosi manterranno buone performance nel corso dei prossimi mesi, anche se non allo stesso passo di gennaio”. Secondo l’analisi di Natixis Investment Managers, “i mercati americani sovraperformeranno nel medio termine” mentre quelli europei, che pure sul breve termine possono far bene, “risentiranno delle preoccupazioni politiche e del rallentamento della crescita”. Preso atto della stabilizzazione dei rendimenti dei Treasury americani (2,7% per quello a 10 anni) Dwek continua a guardare alle strategie flessibili e absolute return “ma pensiamo che strategie più core, come ad esempio la protection, stiano diventando più interessanti”.
IL REVIVAL DEL CARRY TRADE
Intanto, Richard Turnill, global chief investment strategist di BlackRock, nell’articolo Le due storie del dollaro, forte contro i pari ma debole sugli emergenti, illustra come la forza del dollaro dall’inizio di quest’anno abbia sorpreso qualcuno, perché la combinazione di aumento di propensione al rischio e la messa in pausa della stretta della Fed normalmente avrebbero pesato sul biglietto verde. Ma proprio i fattori che hanno spinto la Fed a spingere il bottone "pausa" – vale a dire il rallentamento della crescita globale e l’inasprimento delle condizioni del credito – hanno spinto anche le altre banche centrali verso un atteggiamento più accomodante, contribuendo a mantenere lo status del dollaro di valuta dell’area sviluppata a più alto rendimento. Turnill osserva che il differenziale di rendimento non è stato il solo fattore che ha determinato l’andamento a due facce del dollaro. Ad esempio sulla sterlina pesano di più gli sviluppi della Brexit, mentre la propensione al rischio e il prezzo del petrolio in salita hanno sostenuto il dollaro canadese da inizio anno. Ma cosa significa un dollaro stabile? L’esperto risponde che una delle conseguenze del vantaggio di rendimento offerto dalla moneta Usa è stato un revival del “carry trade”, la pratica degli investitori di indebitarsi in valute a basso costo in termini di interesse come l’euro o lo yen per investire in monete a rendimento più alto, come il dollaro e le monete emergenti, lucrando così sul differenziale di rendimento, anche se un po’ del margine se ne va per coprirsi dal rischio di cambio. Questo revival, scrive Turnill, è un driver forte per i movimenti a breve delle valute, in assenza di novità sul fronte della politica monetaria. Un dollaro più stabile inoltre, insieme a un’economia globale che comunque cresce, supporta la view positiva di BlackRock sugli asset emergenti. Da un lato infatti, spiega l’esperto, toglie dal tavolo il rischio legato al forte peso del debito estero delle economie emergenti e riduce il rischio di esposizione su questi mercati, al contrario di quanto accade con il dollaro forte. Di qui l’approccio per l’assunzione di un rischio bilanciato sugli emergenti, prendendo posizione sul debito sia denominato in valuta locale, sia in valuta forte.
SEGMENTO BBB, VALUTAZIONI QUANTITATIVE E FATTORI TECNICI
Infine un’ultima riflessione sulle obbligazioni societarie. Secondo il il team global fixed income, currency and commodities di J.P. Morgan Asset Management, infatti, questo specifico mercato a reddito fisso può ancora contare su validi supporti sia dal punto di vista delle valutazioni quantitative che da quello dei fattori tecnici. Per esempio, se è vero che al 13 febbraio scorso gli spread (extra rendimenti rispetto ai titoli di stato) dei corporate bond investment grade statunitensi si attestavano a 124 punti base (+1,24%) è altrettanto vero che alcuni specifici segmenti del mercato avevano di recente accusato arretramenti ma, a certe condizioni, potrebbero registrare un recupero. Il riferimento, come argomentato nell’articolo Obbligazioni societarie, ipotesi rimonta per i titoli Usa con rating BBB è alle obbligazioni societarie con rating BBB il cui recupero ha permesso di riassorbire meno della metà dell’ampliamento registrato dagli spread nel quarto trimestre mentre i titoli con merito di credito di fascia A hanno recuperato più di due terzi. “Alla luce dei fondamentali ancora positivi di numerosi emittenti del segmento con rating BBB, in particolare quelli di fascia BBB+, non si può escludere che questi titoli possano ora esprimere un allungo”, afferma il team.
Trending