azioni
Idee di investimento – Azioni – 29 ottobre 2018
In un contesto in cui l’aumento della volatilità è strutturale, la rotazione dal growth al value può rappresentare uno spunto. Valutazioni attraenti sul medio-lungo termine per emergenti ed Europa.
29 Ottobre 2018 08:51
MOVIMENTO STRUTTURALE DELLA VOLATILITÀ
Un aspetto di rilievo colto dagli esperti di AMUNDI nell’articolo Mercati, attenzione all’aumento strutturale della volatilità riguarda il movimento strutturale della volatilità di mercato. Secondo i professionisti di AMUNDI, infatti, sebbene in ritardo di circa due anni rispetto all’inasprimento della politica monetaria statunitense, il movimento che alimenta la volatilità comincia ad intensificarsi e non può più essere classificato come episodico, dal momento che al picco di volatilità sperimentato a febbraio (con l’indice VIX della volatilità di Wall Street a quota 37) è seguito quello dell’11 ottobre scorso (VIX a quota 25).
“Anche l’andamento del rapporto titoli ciclici/difensivi, orientato al ribasso dalle prime minacce protezionistiche di marzo riguardo all’acciaio e all’alluminio, è stato uno dei segnali evidenziati dalla divergenza sui mercati azionari” tengono poi a sottolineare gli esperti di AMUNDI che prediligono la ricerca della qualità a patto però di non esagerare nel prezzo (e quindi nella valutazione) alla quale si acquista.
DAL GROWTH AL VALUE
In quest’ottica, Marco Ghilotti e Gabriele Susinno, rispettivamente Senior Business Development Manager, Institutional clients e Senior Client Porfolio Manager di Pictet AM, nell’articolo Svanita a Wall Street la spinta fiscale, difendersi guardando ai fondamentali, sostengono che, per costruire panieri prudenti e con obiettivi di lungo termine, occorra spostarsi su aziende con vera qualità di bilancio e meno esposte ai riflettori dei mercati, con l’obiettivo di partecipare al rialzo limitando il rischio di perdita. Finora le politiche monetarie accomodanti hanno favorito i titoli growth, con una percentuale maggiore del flusso di cassa collocato in futuro. La riforma fiscale Usa ha avuto un ruolo chiave nel far lievitare le metriche di redditività e nell’incentivare i buyback, mentre la dinamica dei tassi a lungo termine ha fatto ulteriormente salire i prezzi di queste delle azioni. Ma sono effetti una tantum, sottolineano Ghilotti e Susinno, che presto non esisteranno più mentre, al centro della scena, torneranno i fondamentali e la normalizzazione della crescita degli EPS (utili per azione). La conclusione degli esperti di Pictet è che ora esistano opportunità sul lato difensivo e value finora rimaste sottotono, mentre i titoli growth iniziano a dare segni di indebolimento con un inizio di alternanza marcata risk-on risk-off Ovvero propensione al rischio – avversione al rischio).
LE SCELTE DI PORTAFOGLIO
Quali scelte di portafoglio si possono fare in questo contesto? Se lo domanda nell’articolo Crescita globale, le 5 “piccole” minacce da non sottovalutare Dave Lafferty, Chief Market Strategist di Natixis Investment Managers. Il mercato azionario, nel suo complesso esprime valutazioni (in termini di rapporto prezzo/utili) piuttosto tirate. Tuttavia, c’è un buon valore a lungo termine nelle azioni dei mercati emergenti, ma gli investitori devono avere un orizzonte temporale lungo e un elevato grado di accettazione dei rischi perché la Fed continua a far salire i tassi che sono come fumo negli occhi per gli investitori internazionali più propensi al rischio. Anche l’azionario europeo risulterebbe a buon mercato ma, guardando con più attenzione, la valutazione complessiva è trainata al ribasso dalle quotazioni a prezzi da saldo di tutte le grandi banche in difficoltà. “I titoli finanziari sono probabilmente gli asset più economici del pianeta, ma anche in questo caso, per trarre profitto in questo settore ci vorrà un orizzonte più lungo” puntualizza Dave Lafferty.
POSSIBILE POTENZIALE IN EUROPA E NEL DEBITO DEGLI EMERGENTI
Anche Nadège Dufossé, CFA, Head of Asset Allocation di Candriam, vede un potenziale positivo in Europa e nei mercati emergenti: in un’ottica di medio periodo, in queste aree emerge un potenziale maggiore, dati i premi di rischio più elevati. Tra i principali rischi rispetto a uno scenario di base moderatamente rialzista per l’azionario Candriam cita, nell’articolo Lo storno di Wall Street non ha ragioni sostanziali un arresto improvviso dell’attuale espansione economica, un’eccessiva riduzione della liquidità del dollaro e l’avvio di una spirale di tensioni geopolitiche. Nel frattempo mantiene quindi una duration breve per limitare l’impatto della volatilità e tende ad essere negativa sulle obbligazioni, eccetto che sul debito dei Mercati Emergenti.
I 5 DRIVER DELLA TECNOLOGIA DIGITALE
Intanto, il futuro digitale è già una realtà: dall’Intelligenza artificiale (IA) all’Internet delle Cose (IoT), dal Mobile e cloud computing alla Blockchain fino alle esperienze di realtà virtuale e aumentata. D’altra parte, è sotto gli occhi di tutti come la tecnologia digitale abbia radicalmente modificato il modo di vivere e di comunicare. Negli ultimi 10 anni, mentre l’utilizzo globale di internet è più che raddoppiato, abbiamo visto una crescita esponenziale della diffusione degli smartphone e un drastico calo dei prezzi dei computer e dell’archiviazione dati. Si tratta di una trasformazione rivoluzionaria destinata a continuare grazie ai progressi nell’hi tech. Tra le molteplici opportunità che si configurano, il team di gestione del fondo Pictet-Digital di Pictet Asset Management, nell’articolo I 5 motori di propulsione della tecnologia digitale, ne ha individuate cinque, che presentano i profili più interessanti.
INDIVIDUARE LE SOCIETÀ TRASCURATE IN BORSA
Restando nell’hi tech, secondo Julie Dickson, Specialista degli investimenti di Capital Group, se si dovessero escludere le big della tecnologia USA per capitalizzazione è comunque possibile individuare diverse opportunità interessanti nel resto del mercato azionario statunitense. Una tesi sviluppata nell’articolo Azionario USA, riduttivo guardare solo ai “giganti” del tech, all’interno del quale si citano compagnie, come per esempio diversi titoli del settore healthcare, che hanno registrato performance inferiori alla media di mercato ma che risultano trascurate dagli investitori, concentrati finora a focalizzarsi quasi esclusivamente sui big dell’hi tech.
Trending