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Spread, i possibili rischi di lungo termine per mutui e risparmi

C’è una differenza di prospettiva tra risparmiatori e investitori: chi tiene i BTP nel cassetto non ha problemi. Ma prezzi bassi e cedole alte possono anche essere un'occasione. Per mutui e finanziamenti, invece, il rischio è che le banche stringano i rubinetti.

1 Giugno 2018 - 5:50

Lo spread (il differenziale tra il rendimento dei titoli di stato italiani e quello dei titoli di stato tedeschi di pari scadenza) è tornato a impennarsi dopo le tensioni politiche per la formazione del governo Lega–Cinquestelle. Ma che ripercussioni ha un aumento dello spread per i risparmiatori e per gli investitori? Analizziamole insieme.

FINANZIAMENTI PERSONALI


Per coloro che hanno in essere un finanziamento personale o finalizzato (per esempio per l’acquisto di un’auto nuova) non cambia nulla perché la rata che dovrà pagare resta immutata fino alla scadenza: questo tipo di finanziamenti è infatti praticamente sempre a tasso fisso. Per coloro che invece intendono chiedere un finanziamento, il prolungarsi della situazione attuale sui mercati tenderebbe a far diminuire la propensione delle banche e delle finanziarie ad erogare prestiti e quindi è probabile che i tassi di interesse richiesti per il finanziamento possano salire.

CHI HA GIA' UN MUTUO


Per chi invece ha in essere un mutuo occorre distinguere tra mutuo a tasso fisso (nel qual caso valgono le considerazioni viste sopra per chi ha in essere un finanziamento) e uno a tasso variabile. In quest’ultimo caso, la rata del mutuo è calcolata in base all’Euribor (di solito a tre mesi o sei mesi) più uno spread (per esempio lo 0,50% o l’1,0%). L’Euribor, per ora non ha mostrato significative variazioni restando ampiamente in territorio negativo e quindi, per il momento, la rata da pagare resta la stessa. Se, tuttavia, l’Euribor dovesse salire e tornare in positivo, la rata da pagare potrebbe crescere in parallelo.

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CHI DEVE CHIEDERE UN MUTUO


Per chi invece intende chiedere un mutuo a breve non dovrebbe cambiare nulla in termini di offerta e di tassi. Tuttavia, se la situazione di estrema incertezza e volatilità sui mercati dovesse persistere, non si può escludere che le banche potrebbero restringere ulteriormente la disponibilità ad erogare mutui agendo anche su un incremento degli spread (extra tassi rispetto all’Euribor, nel caso di mutui a tasso variabile, o al tasso IRS, nel caso di tasso fisso)

BOT, CCT, CTZ e BTP


Chi ha in portafoglio titoli di stato (BOT, CCT, CTZ e BTP) e li porta alla scadenza non subirà nessun contraccolpo in termini di cedole incassate e di capitale finale. Ovviamente questo presuppone che lo stato italiano, come qualsiasi emittente di obbligazioni, nel frattempo non fallisca. Se invece, per qualsiasi ragione, si vendono sul mercato i titoli prima della scadenza, si rischia di contabilizzare perdite anche piuttosto ingenti. Per esempio, nel giro di 15 giorni (dal 15 al 30 maggio) il prezzo del BTP 2 anni (BTP 15.6.2020, codice isin: IT0005250946) ha perso il 4%, quello a 3 anni (BTP 1.6.2021, codice ISIN: IT0005175598) ha lasciato sul terreno il 5,7%, quello a 5 anni (BTP 1.5.2023, codice ISIN: IT0004898034) è caduto dell’8,3% e il decennale (BTP 1.9.2028, codice ISIN: IT0004889033) ha subito una correzione di prezzo del -9,2%.

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ACQUISTARE TITOLI DI STATO ITALIANI


Al contrario, coloro che invece volessero approfittare di questa situazione per impiegare una parte dei propri risparmi nei titoli di stato che hanno raggiunto rendimenti molto più allettanti rispetto solo ad un mese fa, prima di farlo dovrebbe soppesare due aspetti. La scelta del titolo e della scadenza deve essere studiata in modo tale da non avere una ragionevole necessità (per quello che si può prevedere oggi) di dover riscuotere il capitale prima della scadenza. In secondo luogo, occorre accertarsi che il proprio giardinetto d’investimento sia opportunamente diversificato in modo tale da non essere esposto eccessivamente su una singola asset class (per esempio le obbligazioni dell’area euro) o emittente (stato italiano).
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