Europa, la crescita diffusa forse non basterà a superare i prossimi ostacoli

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11 Agosto 2017 - 9:35

Sull’outlook europeo continueranno a pesare le ombre minacciose di un’inflazione bassa, delle sfide fiscali e dal rischio che un paese esca dall’Euro.

La diffusione piuttosto omogenea in tutta la zona euro della crescita è confermata dal fatto che il PIL italiano viene continuamente rivisto al rialzo mentre spagnolo ha superato i livelli pre-crisi 2007 – 2008. Un risultato, quest’ultimo, propiziato pure dalle attività spagnole di M&A (fusioni ed acquisizioni) che, secondo gli analisti di Thomson Reuters, hanno raggiunto il picco da inizio anno degli ultimi 9 anni.

In particolare, le operazioni di M&A che hanno coinvolto attività spagnole risultano in crescita del 123% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo i 62,69 miliardi di dollari.

A livello settoriale, l’industriale è quello in cui sono stati registrati i maggiori volumi di M&A (67% del totale), seguito da quello dell’energia 14% e dal finanziario (5%).

Tuttavia, secondo Joachim Fels, Global Economic Advisor di PIMCO, nonostante gli evidenti sviluppi positivi e la diffusione della crescita, è improbabile che lo slancio europeo possa durare a lungo.

Per l’economista, l’apprezzamento dell’euro dovrebbe impattare presto negativamente sia sulla crescita dell’export e sia della produzione mentre è probabile che la politica che ha sostenuto gli asset europei finora, diventi meno di supporto o addirittura contraria sull’orizzonte ciclico. Le prospettive europee di lungo termine continuano ad essere inoltre intralciate da una crescita lenta dell’output potenziale, dall’inflazione bassa, dalle sfide fiscali e dal rischio che un paese esca dall’Euro.

A quest’ultimo proposito, Joachim Fels evidenzia come l’Italia dovrà andare alle urne entro la fine di aprile del prossimo anno: questo, con molta probabilità, sarà un tema a cui prestare particolare attenzione durante il resto dell’anno.