Edoardo Ugolini

Meglio evitare di andare contro il trend rialzista del mercato azionario

Una correzione del mercato azionario sarebbe fisiologica ma è comunque meglio non assumere posizioni di portafoglio che siano contrarie al trend rialzista delle borse.

11 Maggio 2017 09:38
financialounge -  Edoardo Ugolini francia mercati azionari mercati obbligazionari mercati valutari titoli di stato Zest Absolute Return Var 4 Zest Asset Management
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Il trend principale del mercato azionario è rialzista e, quindi, occorre assecondarlo e, semmai, approfittare di eventuali correzioni fisiologiche. In ambito valutario, dollaro USD e dollaro australiano meritano ancora una scommessa mentre nel segmento a reddito fisso meglio sfruttare le dinamiche rialziste dei rendimenti dei titoli di stato tedeschi e francesi. Sono queste alcune delle indicazioni sulle scelte di portafoglio adottate da Edoardo Ugolini, Portfolio Manager gestore del fondo [tooltip-fondi codice_isin="LU0397464685"]Zest Absolute Return Var 4[/tooltip-fondi] di Zest AM, rivelate in questa intervista esclusiva.

Lei chiude il commento mensile sui mercati ad aprile con una considerazione ‘Restano ovviamente le necessità “tecniche” di una correzione, ma che diventerà una buying opportunity’: ci può spiegare il perché della ‘necessità tecnica’ di una correzione (e di quanto dovrebbe essere secondo lei) e perché poi scatterebbe una buying opportunity?

"I mercati si muovono in un trend principale (adesso rialzista) con piccoli movimenti (contro trend) di breve periodo. Il mercato europeo è salito del 20% in sei mesi, partendo da livelli di sottovalutazione, ma nonostante l’upside potenziale sia ancora consistente (stimiamo un +15% per la fine dell’anno) è naturale che ci sia un periodo di ‘riposo’, che faccia raffreddare le quotazioni ed evitare bolle. Potrebbe avvenire in ogni momento, ma potrebbe anche consolidare a questi livelli per poi ripartire. In entrambi i casi è opportuno ridurre i rischi perché nel migliore dei casi non produrrebbero benefici, nel peggiore porterebbero perfomance negative. Attenzione a ridurre i rischi non vuol dire andare short (cioè assumere posizioni ribassiste) perché non è mai consigliato andare contro il trend principale".

Nel frattempo, ad aprile, avete però aumentato l’esposizione azionaria: perché?

"Durante il mese di aprile abbiamo aumentato l’esposizione azionaria per tentare di beneficiare di un rialzo, visto che secondo noi i rischi politici in Europa erano sovrastimati".

In ambito valutario le vostre scelte restano confermate: quali le motivazioni che vi spingono a essere ‘rialzisti’ su dollaro USD e dollaro AUD e ribassisti sullo yen?

"Continuiamo a preferire una posizione rialzista del dollaro USD verso lo yen a una rialzista dell’euro vs USD in quanto la perfomance economica dell’Europa tenderà accelerare, mentre per il Giappone la dinamica non sembra altrettanto brillante. La posizione sul dollaro australiano invece, è una sorta di carry (cedola generosa) e di commodities, in quanto la divisa australiana tende ad apprezzarsi in linea con le quotazioni delle materie prime: quindi una specie di hedge al portafoglio".

Per quanto riguarda il reddito fisso avete mantenuto una posizione short (ribassista) sul bund a 30 anni. A quanto pensate possa arrivare il rendimento dei titoli di stato tedeschi a fine anno?

"Ad oggi il tasso del bund tedesco a 30 anni è a quota 1,23% ma non mi meraviglierei che a fine anno possa salire a 2% (il target di inflazione della BCE). Inoltre un’Europa più efficiente e solida ridurrà la corsa ai beni rifugio (e il bund è tra questi), in che dovrebbe contribuire a indebolire i prezzi dei titoli di stato tedeschi".

Infine, avete aperto uno short (posizione ribassista) sui titoli di stato francesi (OAT), quali le ragioni?

"La motivazione tattica è stata assunta prima del secondo turno delle elezioni presidenziali in Francia: se avesse vinto Macron, l’economia francese avrebbe accelerato, determinando le condizioni per una crescita dell’inflazione e, a cascata, un calo degli OAT (per effetto macroeconomico) mentre nel caso di vittoria di Marine Le Pen le quotazioni degli OAT sarebbero crollate (per effetto del credito). Al momento, la posizione resta in portafoglio poichè, avendo vinto Macron, l’economia francese dovrebbe accelerare grazie alle riforme annunciate".
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