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Banche d’investimento, è boom di introiti per gli istituti francesi

Francia: alle buone notizie dal fronte politico, con il ballottaggio del 7 maggio tra Le Pen e Macron con quest’ultimo favorito, si sommano quelle dal fronte bancario.

26 Aprile 2017 10:20
financialounge -  elezioni Emmanuel Macron francia fusioni e acquisizioni Marine Le Pen settore bancario
financialounge -  elezioni Emmanuel Macron francia fusioni e acquisizioni Marine Le Pen settore bancario

Mentre i risultati del primo turno delle presidenziali hanno contribuito ad abbassare le preoccupazioni politiche, gli introiti commissionali incamerati dalla banche d’investimento francesi hanno toccato il record degli ultimi 10 anni.

A stabilirlo è l’osservatorio di Thomson Reuters che ha calcolato in 1,1 miliardi di dollari i flussi complessivi di entrata, in termini di commissioni, da inizio anno per le banche d’investimento della Francia: si tratta di un incremento del 31% rispetto agli 840 milioni di dollari dello stesso periodo del 2016. Non solo. Il totale delle commissioni incassate dalle investment bank francesi dall’inizio di quest’anno rappresenta il 15,8% della torta totale di tutte le banche d’investimento europee, la più alta percentuale di mercato dal 2003.

Lo share market delle banche d’investimento francesi è secondo soltanto a quello degli istituti del Regno Unito (pari al 20,7% con 1,44 miliardi di dollari), davanti a quello della Germania (13,2%, con 917 milioni di dollari), dell’Italia (8,2% con 569 milioni) e della Spagna (6,5%, con 455 milioni).

Più in dettaglio, l’osservatorio di Thomson Reuters specifica che le operazioni di M&A (fusioni e acquisizione) completate dalle banche d’investimento francesi hanno generato 521,8 milioni di dollari in commissioni di consulenza, il più alto contributo degli ultimi 10 anni: tali commissioni rappresentano il 47% del totale incamerato dalle banche d'investimento francesi, e sono la percentuale più elevata dal 2000. In termini di settori, infine, i contributi di maggiori rilievo sono affluiti dalle attività relative ai settori finanziario (32%), Energy & Power (18%) e industriale (11%).
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