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Mercati, ecco i sei principali rischi macroeconomici

Le prospettive di crescita sono più positive, ma i rischi, sia al rialzo che al ribasso, rimangono elevati, nonostante siano diminuiti o moderati in alcune zone.

10 Aprile 2017 10:50
financialounge -  cina gestione del rischio Joachim Fels mercati finanziari occupazione petrolio PIMCO politica monetaria
financialounge -  cina gestione del rischio Joachim Fels mercati finanziari occupazione petrolio PIMCO politica monetaria

Ci sono motivi per giustificare un cauto ottimismo per il resto del 2017. Ma, in parallelo, si stanno delineando sei fattori chiave da considerare per stimare i rischi, sia al rialzo che al ribasso, delle prospettive economiche.

“In primis, abbiamo ridimensionato l’entità delle aspettative di stimolo fiscale negli Stati Uniti e ora prevediamo che si possa prevedere un pacchetto fiscale da finalizzare al Congresso solo nei primi mesi del 2018: questo riduce in qualche modo le implicazioni positive sulla crescita economica” dichiara Joachim Fels, Consulente economico globale di PIMCO, che, passando al secondo fattore macro, reputa opportuno ridimensionare il rischio negativo di una guerra commerciale in piena regola innescata da aggressivi cambiamenti di politica commerciale degli Stati Uniti.

In terzo luogo, Joachim Fels segnala di aver ridimensionato per quest'anno il rischio di un grave “incidente” dovuto alla Cina, vista la volontà sia della leadership cinese che della banca centrale cinse di mantenere la stabilità finanziaria in vista del 19° Congresso Nazionale del Partito, sebbene l’inasprimento degli standard per i prestiti non sia un buon viatico per permettere il proseguimento della impressionante accelerazione del ciclo di produzione e commercio globale.

“In quarto luogo, riteniamo che la probabilità di un successo dei movimenti nazionalisti ed anti-europei alle prossime elezioni in Francia e Germania si siano ridotte. Tuttavia, preferiamo rimanere cauti sull'Europa” puntualizza Joachim Fels, che, relativamente al quinto fattore macro (le pressioni inflazionistiche a breve termine negli Stati Uniti), si dichiara moderatamente ottimista dal momento che la partecipazione alla forza lavoro è aumentata negli ultimi mesi, al punto che è in grado di smorzare l'inflazione dei salari (almeno per ora).

Per quanto riguarda invece il quinto fattore macro, relativo ai prezzi del petrolio, Joachim Fels ritiene che le quotazioni saranno piuttosto laterali dal momento che i tagli promessi dai produttori Opec saranno tutti da verificare mentre la produzione di shale oil USA sta tornando a ingranare.

Infine, e siamo al quinto fattore macro, con il miglioramento delle prospettive di crescita e di inflazione, le banche centrali dovrebbero iniziare (o continuare) il ridimensionamento delle politiche monetarie ultra-accomodanti. “Il problema sarà verificare se, all’aumento dei tassi di interesse, i debitori privati e pubblici di tutto il mondo saranno in grado di continuare a sostenere gli oneri da pagare” conclude Joachim Fels.
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