banche centrali

Obbligazioni, è improbabile che si verifichino cali generalizzati dei rendimenti

Nell’attuale contesto è necessario prendere decisioni rapide (anche se non troppo rapide) e sfruttare il rialzo dei rendimenti stando però attenti alla volatilità.

18 Gennaio 2017 - 8:26
financialounge - news
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In estrema sintesi si può affermare che l’anno appena concluso si sia rivelato, nel suo insieme, la continuazione del biennio precedente. Più che i dati fondamentali (economici e finanziari) a trainare i mercati dei capitali sono stati gli eventi politici e la politica monetaria delle banche centrali: e il 2017 si preannuncia un altro anno piuttosto simile.

“Nell’attuale contesto, per poter affrontare con successo i mercati dei capitali, bisogna prendere decisioni rapide (anche se non troppo rapide e, soprattutto, evitare di farsi sopraffare dall’emotività), in modo da poter tener conto anche di eventuali contraccolpi” fanno sapere Yves Longchamp, Head of Research di Ethenea Independent Investors (Schweiz) AG, e Guido Barthels, Portfolio Manager Ethenea Independent Investors S.A., che citano due esempi ‘da manuale’: l’andamento del mercato azionario nelle prime settimane dello scorso anno e, situazione esattamente all’opposto, il contraccolpo sul mercato dei Treasury statunitensi, previsto dai due manager ma non ancora avveratosi.

Uno dei fattori che concorre ad alimentare la tensione sui mercati è senza dubbio la divergenza in ambito di politica monetaria tra la Federal Reserve e la BCE. Una divergenza che si può verificare lungo tutta la curva dei rendimenti: lo spread tra il rendimento dei Treasury statunitensi decennali e quello degli omologhi Bund tedeschi, in particolare, si attesta a 230 punti base (+2,30%), prossimo quindi al valore massimo degli ultimi 30 anni.

Se aggiungiamo che, anche (ma non solo) per effetto del rincaro del petrolio, si potrà registrare un aumento dell’inflazione su entrambe le sponde dell’Atlantico, risulta improbabile che si possano verificare, almeno nel primo trimestre, cali generalizzati dei rendimenti.

Per quanto riguarda invece la volatilità, il nuovo anno continuerà la tendenza emersa nel 2015 e nel 2016, sulla scia delle sole incognite note come, per esempio, l’avvio dei negoziati per la Brexit, le elezioni politiche in Francia e in Germania e i primi 100 giorni di presidenza di Trump. Ovviamente, poi, non mancheranno le incognite ignote, che eserciteranno certamente un forte impatto e dovranno essere affrontate efficacemente. Tra gli elementi positivi dell’attuale contesto va rilevato che, in seguito al rialzo dei rendimenti, si può nuovamente beneficiare di un determinato rendimento (carry) che fino a pochi mesi fa era di fatto quasi inesistente, almeno nel mercato obbligazionario euro di alta e medio alta qualità.

“Ad esempio, negli ultimi sei mesi il rendimento corrente del portafoglio obbligazionario del comparto [tooltip-fondi codice_isin="LU0279509144"]Ethna-DEFENSIV[/tooltip-fondi] è salito di oltre lo 0,5 % al 4 % che, tenendo conto dei costi di copertura scende al 2 % circa: un livello comunque quasi inimmaginabile nell’area euro, a meno che non si sia disposti a innalzare fortemente il rischio puntando su singoli titoli o allungando le scadenze” puntualizzano Yves Longchamp e Guido Barthels che, in ogni caso, continuano ad attendersi fasi difficili e volatili sui mercati globali dei capitali.

** Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Ethenea

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