Alan Greenspan

International Editor’s Picks – 05 dicembre 2016

5 Dicembre 2016 10:41
financialounge -  Alan Greenspan Brexit donald Trump International Editor's Picks
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Vent’anni di irrazionale esuberanza
Esattamente vent’anni fa oggi, l’allora grande capo della Fed Alan Greenspan pronunciava la famosa frase che sarebbe stata ripetuta migliaia di volte sui testi e gli articoli di finanza. Il vecchio stregone aveva la vista lunga, mancavano ancora più di quattro anni allo sgonfiamento della colossale bolla di Internet ma già a fine 1996 Greenspan vedeva qualcosa di irrazionale nell’entusiasmo con cui la gente comprava azioni a Wall Street. Nel weekend la stampa americana ha ricordato l’anniversario anche per fare il punto su dove vede oggi l’ultranovantenne ma sempre lucido Alan annidarsi di nuovo l’irrazionalità dei mercati. E ora Greenspan punta il dito sul mercato dei bond, i cui livelli secondo l’ex chairman sono diventati insostenibili. E infatti i prezzi hanno iniziato a sgonfiarsi. A ben vedere, nel medio termine la profezia di Greenspan si rivelò tremendamente sbagliata, nei quattro anni successivi i prezzi continuarono a salire premiando gli investitori che continuavano a puntare sulla rivoluzione tecnologica. Oggi Greenspan ammette di aver deliberatamente usato quelle parole per causare uno shock sul mercato. Ma il mercato decise di tirare diritto. D’altra parte i trader ragionano in un altro modo, scommettono al rialzo fino a un secondo prima della discesa, i soldi si fanno con gli eccessi, non con la prudenza.

Ora va di moda la Trumpenomics
Prima delle elezioni c’era la gara tra gli economisti a chi prevedeva le catastrofi più catastrofiche in caso di elezione di Donald Trump. A meno di un mese dalla vittoria il WSJ ha condotto una survey tra i principali economisti chiedendo loro le previsioni sui principali indicatori nei primi due anni di presidenza Trump. E – sorpresa ma fino a un certo punto – tutti prevedono dati in rialzo, a parte la disoccupazione che viene vista ferma agli attuali bassissimi livelli. Il PIL è visto in media crescere del 2,2% nel 2017 per accelerare al 2,3% nel 2018, previsioni migliori di un mese fa quando si dava vincente la Clinton. Anche l’inflazione è vista in deciso rialzo, al 2,2% nel 2017 e al 2,4% nel 2018, sopra il target della Fed, e anche qui sono numeri più alti di un mese fa. Il tasso sui T bond a10 anni è atteso restare ai livelli attuali, 2,35%, l’anno prossimo, per salire al 3% nel 2018. E infine anche i prezzi delle abitazioni sono stimati in netto rialzo, più 4,3% nel 2017, a sancire l’uscita definitiva dalla crisi del mercato. Al ribasso solo le previsioni di una possibile recessione rispetto a quelle formulate durante l’estate.

Settimana cruciale per la Brexit
Da oggi i giudici della Corte Suprema britannica si riuniranno per decidere se è necessario un voto del parlamento per avviare le procedure di uscita dalla UE, come sostiene una precedente sentenza dell’Alta Corte, oppure se il governo di Theresa May può far scattare semplicemente in virtù del voto referendario l’articolo 50 dei trattati. Il FT riporta che gli 11 alti magistrati terranno quattro giorni di audizioni, cominciando dal governo, per raccogliere gli argomenti legali pro o contro prima di prendere la decisione finale. Se sarà quella di mandare il governo in parlamento a chiedere un voto, quest’ultimo potrebbe rovesciare il risultato del referendum, con conseguenze politiche difficili da prevedere. Le audizioni saranno trasmesse live anche su internet fino a giovedì sera. A quel punto la Corte si ritirerà per decidere, ma prima celebrerà le festività di Natale e fine anno, il verdetto è atteso a inizio del 2017. Mentre a Londra si discute, a Bruxelles ci si preoccupa. Martedì si riuniranno nella capitale belga i ministri degli esteri della Nato nel primo incontro dopo l’elezione di Trump. Il presidente eletto non è in agenda ma sarà inevitabile parlarne dato che Trump ha detto chiaramente che non intende garantire gratuitamente protezione militare agli europei.
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