credito al consumo

Debiti delle famiglie USA, ora il pericolo subprime è sui crediti al consumo

A differenza del 2007 i debiti subprime (quelli erogati alle famiglie meno abbienti) che preoccupano non sono quelli immobiliari ma quelli del credito al consumo.

11 Ottobre 2016 09:29
financialounge -  credito al consumo famiglie indebitamento subprime USA
financialounge -  credito al consumo famiglie indebitamento subprime USA

Più dieci per cento in tre anni. È questo il tasso di crescita registrato dall’indebitamento delle famiglie americane al 30 giugno 2016 quando ha toccato i 12.290 miliardi di dollari. Una montagna di debiti che è ancora inferiore ai massimi raggiunti nel 2008 ma che ha comunque riacceso i riflettori su un comparto che, dopo la crisi dei mutui subprime del 2007, non può certo lasciare dormire sonni tranquilli agli addetti ai lavori.
Se ne sono occupati anche gli esperti di Amundi che, analizzando gli ultimi dati disponibili, tengono sotto controllo soprattutto l’evoluzione dei prestiti al consumo (studenti, prestiti auto e carte di credito).

Va subito precisato che, almeno per il momento, non ci sono indizi concreti che la situazione attuale possa essere prossima a quella critica di 9 anni fa anche perché i rischi associati al debito ipotecario rimangono a livelli storicamente bassi (basti pensare che il loro volume è persino sceso nel secondo trimestre mentre i pignoramenti hanno toccato i minimi degli ultimi 18 anni) e dal 30 giugno in poi il rapporto debito/reddito disponibile delle famiglie americane ha continuato a scendere.
Quel che preoccupa, invece, sono i rischi associati ai prestiti al consumo che hanno registrato una vera e propria impennata trainando per il 50% l'aumento dell'indebitamento delle famiglie registrato dal 2013 in poi.
I prestiti agli studenti sono praticamente raddoppiati (da 660 a 1.260 miliardi di dollari ) tra la fine del 2008 e il 2016 con un tasso di default (fallimento) che si è stabilizzato attorno all'11%. Per quanto riguarda invece i prestiti auto, si teme che i tassi di default, attualmente stabili, possano crescere nei prossimi trimestri per due ordini di motivi. In primis le famiglie ‘subprime’ (ovvero quelle con punteggio di merito di credito più basso) rappresentano oltre il 20% del totale dei prestiti automobilistici e, in secondo luogo, la scadenza media dei finanziamenti è aumentata in modo sensibile.
Un’altra preoccupazione riguarda poi l'accelerazione della crescita dell'indebitamento tramite carte di credito che, nel solo secondo trimestre di quest’anno, è salito di altri 17 miliardi di dollari, registrando, peraltro, un incremento della quota di mercato delle famiglie ‘subprime’.

** Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Amundi Asset Management
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