Portafogli, dove puntare per guadagnare nell’ultima parte del 2016

Geraldine Sundstrom
29 Agosto 2016 - 9:38

Gli esperti suggeriscono di mantenere una leggera propensione alle attività rischiose e, soprattutto, molta liquidità da investire in caso di correzioni di mercato.

Dopodomani finisce agosto e con esso si chiudono i primi otto mesi del 2016. Un anno che, finora, ha premiato gli investitori più propensi alla difesa (obbligazioni e titoli di stato) che all’attacco (azioni e titoli a più alto rischio).

Infatti, osservando gli indici dei fondi comuni si nota che (dati al 23 agosto scorso), i fondi obbligazionari vantavano un +2,64% di rialzo da inizio anno, i fondi bilanciati un +0,43%, i flessibili un -0,41% e gli azionari un -3,20%: in rosso pure i sottoscrittori di fondi monetari euro (-0,27%), penalizzati dai tassi di interesse in negativo della BCE sui depositi delle banche europee.

È però anche vero che, a fronte di questi valori medi delle macro categorie di fondi, ci sono ampie dispersioni di performance tra una sotto categoria ed un’altra. Per esempio, tra i fondi obbligazionari, mentre quelli specializzati sui mercati emergenti hanno messo a segno un rialzo del +10,9%, quelli area dollaro hanno accusato una perdita dell’1,2%. Tra i fondi azionari, mentre quelli focalizzati su Piazza Affari mostrano un calo del -16,8% gli azionari paesi emergenti svettano con un +8,8%.

Ma ora, mentre sta per chiudersi il sipario dei primi otto mesi, i risparmiatori si interrogano su dove individuare valore per cercare di guadagnare nell’ultima parte del 2016.

“Conserviamo quanto deciso a inizio anno, e cioè un moderato sovrappeso in termini di rischio, in linea con la tesi di lungo periodo di PIMCO di ‘Stabilità senza certezze’” fanno sapere Mihir P. Worah, Chief Investment Officer Asset Allocation e Real Return di PIMCO, e Geraldine Sundstrom, Managing Director Gestore Asset al location di PIMCO, che tuttavia rivelano anche una riserva consistente di liquidità alla luce delle valutazioni eccessive e dell’ottimismo in diverse classi di attivo.

I due manager non prevedono un’imminente recessione globale, ma il ritmo della ripresa economica rimane mediocre e le banche centrali stanno esaurendo le risorse in termini di strumenti di politica monetaria. Inoltre le correlazioni tra mercato azionario e quello obbligazioni sono destinate probabilmente ad essere meno stabili e affidabili rispetto allo scorso decennio.

“Queste prospettive giustificano l’enfasi su fonti di reddito adeguatamente diversificate e di qualità elevata, con l’intenzione di tornare a incrementare il rischio quando gli episodi di volatilità offriranno opportunità d’investimento interessanti” ribadiscono i due manager.

Ma quali sono i principali temi d’investimento di PIMCO?
Il posizionamento di portafoglio resta propenso al rischio ma con assunzioni di rischio inferiori alla norma a fronte dell’eccessivo ottimismo dei mercati.

Per quanto riguarda in particolare l’assunzione di rischio di tipo azionario, questo è adottato nella parte più alta della struttura del capitale attraverso strumenti creditizi non tradizionali. Sempre in ambito azionario, è ribadita la preferenza per i titoli bancari statunitensi, che PIMCO reputa convenienti rispetto all’S&P 500.

Passando al portafoglio obbligazionario, per PIMCO la prima scelta è rappresentata dagli MBS (Mortgage Backed Securities, i titoli garantiti da ipoteche su immobili) non-agency offrono ottimi rendimenti corretti per il rischio. I REIT (i fondi immobiliari quotati) sono un’altra asset class interessante in un contesto di tassi più bassi più a lungo mentre i TIPS (Treasury Inflation-Protected Securities, i titoli del Tesoro legati all’inflazione americana) sono i titoli più validi per sostituire i titoli di Stato difensivi di alta qualità.

Infine, ma non certo per importanza, PIMCO mantiene un orientamento più ottimista nei confronti dei mercati emergenti, con il venir meno degli ostacoli per questi investimenti.

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