International Editor’s Picks – 26 aprile 2016

Alipay
26 Aprile 2016 - 9:29

La lezione storica dell’Argentina
La racconta sul Wall Street Journal di domenica scorsa Paul Singer, fondatore e CEO di Elliott Management Corp, un fondo che aveva investito in debito argentino prima del default del 2001, rifiutato l’offerta prendere-o-lasciare di essere liquidato al 30% del governo argentino di allora e combattuto una lunghissima battaglia legale conclusa con un accordo soddisfacente il 22 aprile. Proprio mentre, e non a caso, il paese sudamericano tornava sul mercato del debito sovrano con emissioni per 15 miliardi di dollari accolte entusiasticamente dal mercato, che ha fatto la fila per sottoscriverle con offerte per ben 50 miliardi. La lezione di tutta la storia è chiara, scrive Singer: rispettare la legge non è una perdita per un paese. È un asset. Le ristrutturazioni del debito sovrano possono essere portate a termine rapidamente e facilmente quando entrambe le parti hanno la volontà di negoziare in buona fede. E la chiave di tutto non sta nel trovare pretesti per non tener fede agli impegni presi, ma nell’incoraggiare gli emittenti sovrani che devono ristrutturare ad evitare gli errori costosi e non necessari commessi dall’Argentina.

In arrivo dalla Cina l’IPO della formica gigante
Infatti si chiama Ant Financial ed è proprietaria di Alipay, la piattaforma per i pagamenti online di Alibaba, protagonista nel 2014 della più grande IPO di tutti i tempi a Wall Street. Questa volta, riporta Bloomberg, il debutto sarà sul mercato cinese, preceduta da un round di equity da $3,5 miliardi che ne proietterebbe il valore a $60 miliardi. I numeri di Alipay sono cinesi, quindi mostruosi: oltre 400 milioni di utenti registrati, circa 100 milioni di transazioni al giorno, una quota di mercato dei pagamenti cinese del 70%. Un rivale potente in arrivo per sfidare le americane PayPal e Square. Oltre a Alipay, Ant detiene Yu’ebao, il primo fondo monetario cinese, che gestisce asset per $100 miliardi. Sarà la più grande IPO in Cina dopo quella da $22 miliardi di Agricultural Bank of China nel 2010. Ant Financial è la nuova frontiera del Fintech, questa volta made in Cina.

Goldman, da Wall Street a Main Street
Da sempre sinonimo di banca dei ricchi e potenti ora apre alle masse e lancia un conto deposito a partire da $1. Lo riporta il FT raccontando che il numero uno dell’investment banking globale la settimana scorsa ha lanciato GBBank.com, una piattaforma ereditata con l’acquisizione di un portafoglio da $16 miliardi di depositi da GE Capital, la divisione finanza che il colosso americano sta smantellando per tornare alle sue radici industriali. Insieme alla piattaforma ha acquisito circa 145.000 clienti al dettaglio che intende incrementare con l’offerta di un tasso annuale dell’1,05 per cento sui conti deposito — un tasso molto più interessante di quelli offerti dai rivali, come Citibank, JPMorgan Chase o Bank of America. L’obiettivo è alimentare una nuova fonte di funding per GS Bank, la controllata newyorkese che finora operava solo sul mercato dei depositi all’ingrosso. Anche con i tassi quasi zero fare la banca può rendere se si è grandi ed efficienti.

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