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Caterpillar

Borse, perché Caterpillar preoccupa più di Volkswagen

29 Settembre 2015 09:29
financialounge -  Caterpillar Glencore infrastrutture profit warning settore edilizio
financialounge -  Caterpillar Glencore infrastrutture profit warning settore edilizio
La scorsa settimana lo scandalo della Volkswagen ha dominato inevitabilmente la scena trainando al ribasso non soltanto l’intero settore auto ma anche tutti i listini azionari, dall’Europa (indice Eurostoxx -4,4% da lunedì a giovedì) a Wall Street (indice S&P500 -1,3%) passando da Tokyo (indice Nikkei 225 -2,8%). Tuttavia, secondo gli osservatori più attenti il profit warning (annuncio al mercato di una revisione sulle stime di utili e fatturato attesi) di Caterpillar di giovedì scorso è probabilmente ancora più minaccioso per le prossime settimane in Borsa. Cerchiamo di capire il perché.

Caterpillar è il leader mondiale nelle macchine di movimento terra ed è il principale fornitore di macchinari per l’edilizia e per le infrastrutture non soltanto in America e in Europa ma anche nei paesi emergenti. Giovedì scorso il management ha annunciato un profit warning del 5% sui profitti attesi per il 2016 con l’intenzione di licenziare 4.000 dipendenti. Tanto è bastato per far crollare del 6,3% il titolo che in una sola seduta di Borsa ha lasciato sul parterre ben 2,7 miliardi di dollari di capitalizzazione. Ma ancora più importanti sono state le riflessioni che quanto ha comunicato il management della società ha suscitato tra gli analisti di Borsa.

Se la Fed, non rialzando i tassi di interesse, aveva fatto sorgere più di un timore circa le reali condizioni dell’economia globale, le indicazioni negative proveniente dal leader mondiale del movimento terra hanno immediatamente proiettato un allarme rosso al settore dell’edilizia e a quello delle infrastrutture a livello planetario: settori determinanti per la crescita mondiale. Da qui la considerazione che le prossime settimane saranno sicuramente molto esposte alla volatilità e a nuove correzioni in occasione di annunci aziendali (sta per entrare nel vivo la stagione delle trimestrali relative al terzo trimestre 2015), della pubblicazione dei dati macro economici di maggior rilievo (PIL, inflazione e indici manifatturieri di Cina, Europa e USA) e delle possibili modifiche delle politiche economiche delle diverse aree geografiche.

Un esempio concreto lo si è potuto sperimentare nella giornata di ieri quando il colosso minerario Glencore ha perso un ulteriore 29% in una sola seduta di Borsa portando la sua perdita da inizio anno al -75,6%: tra le varie motivazioni spicca quella relativa ad un report di una nota casa d’investimento specializzata sulle materie prime che ha ipotizzato che, senza un recupero delle quotazioni delle commodities, non esiste la possibilità di generare utili da parte di Glencore.
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