Fondi obbligazionari

Cosa segnalano i rialzi del petrolio e dei rendimenti dei bond

29 Maggio 2015 - 7:45
financialounge - news
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Nelle ultime settimane, mentre i mercati azionari hanno registrato un sostanziale andamento laterale, l’indice VIX, rappresentativo della volatilità della Borsa USA, è sceso a quota 12,1, il livello più basso da dicembre, registrando un calo del 17% durante il mese di maggio e del 37% da inizio anno, in seguito alle tranquille sedute di negoziazione e ai movimenti contenuti dei prezzi delle azioni che hanno caratterizzato questa prima parte dell’anno.
In parallelo, si è assistito a due fenomeni di un certo rilievo: l’aumento dei rendimenti dei mercati obbligazionari statunitensi e il proseguimento del recupero delle quotazioni del petrolio. In particolare, il rendimento dei Treasury statunitensi è stato spinto all’insù anche dal dato sull’inflazione di venerdì scorso che è risultato essere superiore alle attese. In aprile, i membri della Fed, che si sono dichiarati ottimisti sulla ripresa della crescita economica dopo un difficile primo trimestre dell’anno causato principalmente da fattori temporanei, hanno affermato che un rialzo dei tassi a giugno sarà improbabile, come indicato sul comunicato pubblicato mercoledì.
Per gli esperti di Goldman Sachs Asset Management (“GSAM”) il mercato sta prezzando un possibile rialzo dei tassi a settembre o più tardi.  “La recente impennata dei rendimenti obbligazionari ci ricorda che l’aumento degli stessi potrebbe avvenire con tempistiche superiori a quanto generalmente anticipato. Il benchmark costituito dal Treasury a 10 anni ha toccato quota 2.23%, in crescita rispetto al 2.14% della scorsa settimana e prossimo al livello massimo da inizio anno” sottolineano i professionisti di GSAM.
Per quanto riguarda invece il prezzo del greggio, quello statunitense è aumentato di pari passo alla riduzione delle scorte: il West Texas Intermediate (WTI) si è apprezzato per la decima settimana consecutiva, registrando un aumento dello 0.1% che lo ha portato a quota $59.72 al barile. “Il petrolio di scisto rappresenterà la maggior parte della produzione futura, grazie ad una riduzione dei punti di pareggio delle società che lo producono e al miglioramento dei dati sull’economia che ne accrescono la competitività” puntualizzano gli specialistici GSAM.
Intanto, sempre negli Stati Uniti, le nuove costruzioni immobiliari sono cresciute del 20% durante il mese di aprile, raggiungendo un numero ponderato per la stagionalità di 1.14 milioni di unità, il più alto da novembre 2007. I dati pubblicati suggeriscono una solida ripresa del settore immobiliare dopo i deludenti risultati di inizio anno.
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