Global Balanced Risk Control Fund - 31 marzo 2015

24 Aprile 2015 09:00
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Rassegna di Mercato
All’inizio di aprile, l’Institute for Supply Management ha segnalato che l’indice dei direttori d’acquisto per il settore manifatturiero statunitense era sceso ulteriormente dal 52,9% di febbraio al 51,5% di marzo, indicazione di una progressiva decelerazione della crescita. Il Census Bureau ha reso noto che a febbraio le vendite al dettaglio hanno totalizzato 437,0 miliardi di dollari su base destagionalizzata, in calo dello 0,6% rispetto a gennaio, ma in aumento dell’1,7% rispetto allo stesso mese del 2014. Il Bureau of Labor Statistics ha affermato che a marzo l’occupazione non agricola è aumentata di 126.000 unità e che il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 5,5%. Il Bls ha inoltre rilevato, in separata sede, che l’inflazione sui dodici mesi conclusa a febbraio e misurata dall’indice dei prezzi al consumo è stata pari allo 0,0%, dato non destagionalizzato. Al netto dei prezzi dei generi alimentari e dell’energia, il dato corrispondente era pari a più 1,7%. Il listino azionario statunitense ha accusato un lieve ribasso a marzo. L’indice Msci Usa è arretrato dell’1,49% in dollari e del 2,80% in euro. Alcuni indicatori suggerivano un miglioramento delle condizioni generali nell’area euro. L’indice Pmi Markit per il settore manifatturiero è salito da quota 51,0 a febbraio a 52,2 a marzo, il massimo degli ultimi 10 mesi. Germania, Spagna, Italia e Paesi Bassi hanno registrato un’accelerazione della crescita. Secondo la stima rivista di Eurostat, il Pil nell’area euro è cresciuto dello 0,3%, mentre in tutta l’Unione europea è aumentato dello 0,4% nel quarto trimestre del 2014. Per il quarto trimestre del 2013 i dati corrispondenti sono stati pari allo 0,9% e all'1,3%. A gennaio 2015 la produzione industriale è cresciuta dell’1,2% su base annua e per l’insieme dell’Ue il dato corrispondente era pari all’1,5%. In una stima preliminare, in separata sede, Eurostat ha inoltre rilevato che l’inflazione annua dei prezzi al consumo nell’area euro è scesa da -0,3% di febbraio a -0,1% a marzo. L’indice Msci Europe ha guadagnato l’1,66% in euro e ha perso il -2,58% in dollari Usa. A febbraio l’indice Pmi per il settore manifatturiero giapponese è arretrato leggermente dal 51,6 al 50,3 di marzo, un livello coerente con un miglioramento molto graduale delle condizioni operative. L’istituto di statistica nazionale ha riferito che la spesa media mensile al consumo per famiglia è stata pari a 265.632 yen a febbraio, in calo dello 0,4% in termini nominali e del 2,9% in termini reali rispetto allo stesso mese del 2014. Il Ministero dell’economia, del commercio e dell’industria nipponico ha reso noto che a febbraio la produzione industriale è diminuita del 3,4% in termini destagionalizzati e del 2,6% su base annua. Il governo ha segnalato che il Pil reale è cresciuto dello 0,6% su base destagionalizzata nel quarto trimestre del 2014 rispetto al precedente trimestre. L’Msci Japan ha generato un rendimento dell’1,86% in yen e del 6,10% in euro.

Attività del Portafoglio
Verso inizio marzo abbiamo aumentato l’esposizione azionaria sino al 65,5%. Il rischio associato alla Grecia si è attenuato nel breve termine dopo che il nuovo governo ha pattuito una proroga del pacchetto di salvataggio dell’eurozona. Inoltre, le stime sul Pil del quarto trimestre per le principali economie indicavano che l’economia globale ha continuato a crescere a ritmo moderato. Il programma di Qe attuato dalla Bce e le politiche monetarie accomodanti delle principali banche centrali hanno continuato a fornire sostegno ai mercati azionari. A fine marzo abbiamo ridotto l’esposizione azionaria al 58% in quanto riteniamo che la valutazione per gli Stati Uniti e l’Europa sia diventata meno interessate. L’incertezza sui tempi del rialzo dei tassi da parte della Fed, la negoziazione del debito greco e le elezioni nel Regno Unito hanno contribuito ad acuire le preoccupazioni degli investitori all’inizio di aprile.

Strategia e Prospetive
In aprile manterremo il sottopeso nei titoli azionari Usa. Negli Stati Uniti pare evidente un’attenuazione della recente crescita economica, con una persistente fiacchezza del settore manifatturiero e immobiliare. Annunciando la riunione del 18-19 marzo del Fomc, la Fed ha rimosso la parola «paziente» in merito ai tempi previsti per l’avvio dell’aumento dei tassi ma ha ribadito che la tempistica dipenderà dai dati. A fine marzo abbiamo ridotto l’allocazione in Europa su un livello neutrale. La Grecia è riuscita a rimborsare il debito con l’Fmi all’inizio di aprile, tuttavia, senza un pacchetto di riforme, aumenta ora il rischio di default sovrano a maggio. Manteniamo la sovraponderazione nell’azionario giapponese in quanto resta conveniente rispetto a quello di altre piazze sviluppate e il mercato deve ancora beneficiare del mandato di maggiori investimenti interni del Gpif. Manteniamo una posizione di sovrappeso nelle obbligazioni dei mercati emergenti e high yield per effetto di un contesto di bassi rendimenti.

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