Settori di Borsa, perchè l’healthcare resta sotto i riflettori

Claudio Borrelli
31 Marzo 2015 - 9:45

Le valutazioni del settore healthcare sono tirate, tuttavia tale comparto è ancora attraente rispetto al mercato nel complesso. È quanto sostiene Claudio Borrelli, Head of Equity Research di Union Bancaire Privée (UBP) che ricorda come i trend demografici e la produttività derivante dall’attività di Ricerca e Sviluppo offrano uno scenario rialzista mentre, nel caso di un’inversione di rotta del mercato, l’healthcare dovrebbe trarre vantaggio dal suo profilo difensivo (a un multiplo inferiore rispetto al settore dei prodotti di prima necessità).
Una forza relativa che ha permesso, nei primi tre mesi di quest’anno di far tornare il settore il migliore in termini di performance: tutti i sotto settori sono in vantaggio rispetto al mercato globale, guidati dal comparto Biotech e da quello delle società Provider & Servizi.
“Sebbene ci siano alcuni rischi legati alla decisione della Corte Suprema attesa a giugno, le compagnie di assicurazione sanitaria e gli ospedali stanno traendo vantaggio dalla riforma sanitaria statunitense. Nonostante le revisioni al ribasso degli utili di gran parte delle società (a causa della forza del dollaro) e malgrado le crescenti preoccupazioni circa la determinazione dei prezzi e i farmaci biosimilari, le attività di M&A continuano a spingere al rialzo i titoli del settore biofarmaceutico. Finora, i maggiori accordi annunciati quest’anno (Pharmacyclics/AbbVie, Hospira/Pfizer e Salix/Valeant) ammontano a un totale di 50 miliardi di dollari, più del totale per ogni anno dal 2010, ad eccezione del 2014” puntualizza Claudio Borrelli.