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Calo delle commodity, ecco i paesi emergenti da preferire

11 Dicembre 2014 14:05
financialounge -  commodities materie prime mercati valutari
o conto della situazione sui mercati delle commodity, Paul McNamara, Investment Director GAM e gestore del fondo GAM Star Emerging Market Rates ha sostanzialmente ridotto l’esposizione verso i Paesi esportatori di materie prime mentre privilegia i Paesi che esportano beni industriali e servizi.
Tra questi Paesi figurano, in particolare l'Ungheria, la Polonia, il Messico e l’India: questi Paesi inoltre sono anche importatori netti di petrolio, e pertanto beneficiano dal calo del prezzo del petrolio.

“La differenza tra le dinamiche del prezzo del petrolio e quello delle altre materie prime, è che il prezzo del petrolio è guidato dall’offerta presente sul mercato, che dipende anche dalla disponibilità di shale gas negli Stati Uniti e altrove. L’andamento delle altre materie prime dipendono in misura maggiore dalla Cina, quindi la loro debolezza è ricollegabile all’evoluzione della domanda. La Cina consuma circa il 10% della produzione mondiale di petrolio e il 40% della produzione dei metalli industriali, come l'acciaio, il rame e il nichel. Siamo quindi portati a ritenere che la tendenza al ribasso del mercato dei metalli sia di lungo termine, mentre il petrolio ha una tendenza più imprevedibile” spiega Paul McNamara che poi parla della Russia come esempio di paese iper – connesso al destino del prezzo del greggio:
“Recentemente, la Russia è stata sotto i riflettori a causa della dipendenza delle sue finanze dalle esportazioni di petrolio e gas. Il paese non ha altre materie prime da esportare, quindi non può compensare le minori entrate dovute al ribasso dei prezzi del petrolio con la crescita di altri settori. L’alto livello di corruzione e l’arretratezza strutturale fanno sì che la Russia sia uno dei pochissimi Paesi appartenente al mondo emergente dove la situazione sta peggiorando invece di migliorare”.

Oltre al rublo, che nelle ultime settimane si è fortemente deprezzato a seguito delle sanzioni dell'Occidente, anche altre valute di Paesi esportatori di materie prime come il Sud Africa, il Cile e la Colombia si sono deprezzate.

La situazione di debolezza si è estesa anche ai mercati obbligazionari di questi Paesi. La svalutazione della moneta è attualmente la principale fonte di inflazione per gli esportatori di materie prime. Le altre fonti di inflazione come i prezzi degli alimentari e dell'energia, invece, non stanno contribuendo all’aumento dell’inflazione.
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