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Meglio puntare sugli high yield e sui titoli azionari ciclici

26 Novembre 2014 - 9:20
financialounge - news
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Si stanno consolidando tre tendenze che sostengono Wall Sreet: stimoli monetari aggiuntivi da parte delle banche centrali estere, un'ondata di fusioni e acquisizione e tassi di interesse bassi e stabili. Un contesto che spinge ulteriormente gli investitori a cercare altre fonti di reddito puntando sulle azioni difensive del settore immobiliare (Reits), sulle utility e sui titoli dei beni di consumo di prima necessità.

Tuttavia, fa notare Russ Koesterich Global Chief Investment Strategist di BlackRock nel suo commento settimanale ai mercati del 24 novembre, a questi prezzi conviene di più investire sulle obbligazioni high yield e sui titoli azionari ciclici.
Percorriamo insieme i passaggi attraverso i quali Russ Koesterich giunge al suggerimento finale.

“Le azioni hanno rimbalzato oltre il 12% dal minimo di ottobre, in un trend ascendente che spinge le valutazioni di Borsa al loro livello più alto dal 2009. Tuttavia, le azioni continuano a beneficiare di diversi fattori, tra stimoli monetari aggiuntivi, una nuova ondata di fusioni e acquisizioni (M&A) e tassi bassi e stabili” ricorda Russ Koesterich che, subito dopo, ricorda come, sul fronte monetario, l'ultimo assist lo abbia fornito la Cina: venerdì scorso, la Banca centrale di Pechino ha tagliato i tassi di interesse per la prima volta in due anni, alimentando un rally globale delle Borse.

Secondo lo strategist, le azioni continuano inoltre a beneficiare di una ondata di M&A (fusioni e acquisizioni), con operazioni che, finora, hanno movimentato oltre 3.000 miliardi dollari da inizio anno l'anno. La scorsa settimana, per esempio, si è assistito a nuove mega-fusioni sia nel settore energia che in quello farmaceutico: il takover da 35 miliardi dollari di Halliburton su Baker Hughes e l’acquisizione da parte di Actavis di Allergan per 66 miliardi di dollari. Il terzo fattore di supporto alle azioni individuato da Russ Koesterich è quello dei rendimenti dei bond, bassi e stabili.

Nonostante i due migliori trimestri di crescita economica dal 2003, i rendimenti USA a lungo termine non si schiodano dagli attuali livelli. Tra le principali ragioni di questo "immobilismo" c’è il calo delle aspettative di inflazione: le attese del costo delle vita a cinque anni si attestano infatti al livello più basso degli ultimi quattro anni.

“I rendimenti dei titoli statunitensi sono inoltre rimasti ridotti perché i titoli di altri paesi sviluppati sono ancora più bassi. La crescita in Europa resta debole mentre il Giappone è appena scivolato in un'altra recessione: con i governativi decennali tedeschi e giapponesi che pagano ben al di sotto dell'1%, un rendimento 2,35% del Treasury USA a 10 anni appare comunque interessante. Questo attrae gli investitori, sostenendo i prezzi dei titoli del Tesoro USA mentre i rendimenti, che si muovono in direzione opposta, si mantengono bassi” puntualizza Russ Koesterich.

In un contesto di rendimenti obbligazionari ridotti ai minimi termini e, oltretutto, stabili, gli investitori che hanno bisogno di reddito continuano a cercare alternative. Un’opzione è rappresentata dalle cosiddette azioni "difensive", o titoli con bassa volatilità e un elevato rendimento da dividendi.
I reit (Real Estate Investment Trust) sono un esempio di questa tendenza: il rendimento del Dow Jones Select REIT Index è stato del 3,3% ad ottobre contro il 2% dell'S&P 500 e del 20% da inizio anno, cioè circa il doppio rispetto alla media di mercato. Tuttavia, questa ricerca di reddito non si limita ai Reit. C’è molto interesse anche per i settori difensivi del mercato azionario, in particolare per le utility e i beni di prima necessità.

“Se la sete di rendimento è comprensibile, non va trascurato che può portare gli investitori a pagare più del dovuto quanto acquistato e assumere rischi nascosti. I settori difensivi, infatti, sono sensibili ai tassi di interesse e, se questi ultimi aumentano anche in modo modesto nel 2015, come ci aspettiamo che accada, questi settori rischiano di generare uno scarso rendimento, in quanto le loro valutazioni sono particolarmente sensibili agli aumenti dei tassi. Per queste ragioni suggeriamo di utilizzare altre fonti di rendimento tra cui le obbligazioni USA high yield e i titoli dei settori più ciclici del mercato azionario, che potrebbero rappresentare strumenti d’investimento interessanti per beneficiare di un miglioramento dell'economia”.
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