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Come giocare la propria mano sui mercati finanziari

24 Novembre 2014 - 8:10
financialounge - news
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La crisi finanziaria ha creato un panorama d’investimento più complesso. La combinazione di crescita economica disomogenea e tassi d’interesse bassi in gran parte del mondo implica che i rendimenti di mercato saranno probabilmente modesti nei prossimi mesi e, secondo PIMCO, ancora per diversi anni.

Per realizzare gli obiettivi d’investimento, è cruciale conseguire performance superiori a quelle dei mercati attraverso la generazione di alfa. Chiaramente, la recente ripresa statunitense non offre agli investitori una mano di carte perfetta. Nulla vieta di mantenere disponibilità liquide, ma gli esperti di PIMCO ritengono che restare del tutto inattivi non sia un’opzione ragionevole. Detenere liquidità comporta infatti costi-opportunità. La natura peculiare della ripresa e le attuali dinamiche globali creano straordinarie opportunità.

Forti di una comprensione delle sfumature del quadro globale e di una rigorosa analisi bottom-up, gli investitori hanno l’occasione di giocare questa mano con grande successo. Oppure di affidarsi a mani esperte che lo facciano per loro. PIMCO, in particolare ritiene che l’assenza di sincronia nell’economia mondiale creerà nei prossimi anni alcune opportunità d’investimento estremamente interessanti.
“L’implicazione forse più significativa è che, dopo un decennio di debolezza, il dollaro statunitense inizia a rafforzarsi. Pur reputando probabile una prosecuzione di tale tendenza per diversi anni, riteniamo opportuno sovraponderare attivamente il dollaro rispetto a diverse valute in periodi differenti; attualmente pensiamo che il biglietto verde continuerà a guadagnare terreno rispetto allo yen e all’euro, oltre che al dollaro australiano” segnalano Scott A. Mather, Chief Investment Officer Strategie US Core, Mark R. Kiesel, Chief Investment Officer Credito, e Mihir P. Worah, Chief Investment Officer Strategie Real Return e Asset Allocation Globale.

I tre CIO ritengono inoltre che le autorità di politica economica riusciranno in definitiva a innalzare le aspettative d’inflazione e, in qualche misura, ad alimentare la crescita dei prezzi; pertanto, i titoli indicizzati all’inflazione appaiono interessanti in un’ottica di lungo periodo. “Crediamo che le obbligazioni reali di Stati Uniti ed Europa offrano valutazioni particolarmente appetibili, in quanto scontano aspettative d’inflazione di appena l’1,5-2% negli USA e inferiori all’1% nel Vecchio Continente sulle brevi e medie scadenze” spiegano i tre strategist che, osservando i tassi ufficiali bassi, vedono opportunità interessanti nei paesi emergenti caratterizzati da una crescita e da bilanci relativamente solidi.

Il Messico, ad esempio, secondo i tre CIO, presenta attualmente una delle curve dei rendimenti più ripide al mondo, ancorata sul tratto a breve dal tasso ufficiale del 3%, che accresce il potenziale di plusvalenze nel mercato delle obbligazioni in valuta locale. In Brasile, invece, dopo la rielezione della Presidente Dilma Rousseff, l’attenzione del mercato è adesso rivolta a un programma di indispensabili riforme: considerando che il Brasile ha i tassi reali e nominali più elevati al mondo, nei prossimi anni la modifica del policy mix creerà ampie opportunità per gli investitori.

Opportunità da cogliere pure nell’ambito degli asset rischiosi, compresi i segmenti creditizi del mercato obbligazionario. Date le valutazioni già elevate, però, una rigorosa analisi bottom-up (selezione rigorosa dei singoli titoli ed emittenti) è quanto mai importante per identificare le società che evidenziano il potenziale di un restringimento degli spread.

“La nostra analisi creditizia bottom-up è focalizzata sull’individuazione di settori a livello globale caratterizzati da una combinazione di potere di prezzo, prospettive di crescita interessanti e barriere all’entrata: tra questi figurano comparti come salute, alberghi, giochi in Asia, pipeline, telecomunicazioni wireless, stazioni radio base, satelliti, media e banche USA” puntualizzano i tre CIO che, come sempre, ravvisano interessanti occasioni di investimento anche nei mortgage-backed Securities: secondo i tre strategist, infatti, gli MBS non-agency costituiscono attualmente uno dei segmenti creditizi più convenienti e potrebbero sovraperformare gli omologhi titoli di agenzia allorché la Fed riduca gli acquisti di questi ultimi.
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