Global Balanced Risk Control Fund

Global Balanced Risk Control Fund - 31 ottobre 2014

18 Novembre 2014 12:00
financialounge -  Global Balanced Risk Control Fund
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Rassegna di Mercato
In occasione della riunione di fine ottobre, il Federal Open Market Committee, vista la continua crescita osservata negli Stati Uniti, ha posto fine agli acquisti di titoli garantiti da attività e di Treasury a lunga scadenza. Il Bureau of Economic Analysis (BEA) ha riferito una crescita annua dell’economia statunitense del 3,5% nel terzo trimestre 2014, dopo l'aumento del 4,6% registrato nei tre mesi precedenti. Quasi tutte le componenti del PIL hanno fornito un contributo positivo, a eccezione degli investimenti nelle scorte private. A inizio novembre l’Institute for Supply Management (ISM) ha pubblicato l’indice dei direttori d’acquisto (PMI) per il settore manifatturiero statunitense, che è salito dal 56.6% di settembre al 59.0% di ottobre, segnalando un’accelerazione della crescita. Il Census Bureau ha reso noto che le vendite al dettaglio di settembre hanno totalizzato 442,7 miliardi di dollari su base destagionalizzata, in calo dello 0,3% rispetto ad agosto ma in aumento del 4,3% rispetto allo stesso mese del 2013. L'indice S&P 500 ha ceduto il 2,44% in dollari e il 3,24% in euro, a fronte dell’apprezzamento del biglietto verde rispetto alla moneta unica. A ottobre gli indicatori economici nell’Eurozona sono rimasti contrastanti. L’indice Markit dei direttori d’acquisto del settore manifatturiero è salito dal 50,3 di settembre, il livello più basso degli ultimi 14 mesi, a quota 50,6. La produzione manifatturiera e l’occupazione sono aumentate a ottobre. Secondo una prima stima, pubblicata a fine mese da Eurostat, su base annua l’inflazione della regione dovrebbe essere salita dallo 0,3% di settembre allo 0,4% di ottobre. A inizio ottobre la BCE ha diffuso maggiori dettagli circa il suo programma di acquisto di titoli garantiti da collaterale (ABSPP) e il nuovo piano di acquisti di covered bond (CBPP3). Quest’ultimo inizierà nella seconda metà di ottobre ed entrambi avranno una durata di oltre due anni. Il presidente dell’istituto di Francoforte Mario Draghi ha dichiarato che «unitamente alla serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine che saranno condotte fino a giugno 2016, tali acquisti avranno un impatto notevole sul bilancio [della BCE]». L’indice Msci Europe ha registrato un calo dell'1,80% in Euro nel corso del mese. I dati economici diffusi in Giappone a ottobre hanno confermato una crescita moderata che poggia su basi ampie. Il PMI del settore manifatturiero pubblicato a inizio novembre da Markit e JMMA è aumentato dai 51,7 punti di settembre a quota 52,4 in ottobre, il livello più alto da marzo. L’attività nel settore dei servizi giapponese si è contratta a ottobre, in parte a causa del maltempo. Cogliendo molti osservatori di sorpresa, in occasione dell’incontro di politica monetaria di fine ottobre la Bank of Japan ha annunciato una netta espansione del programma di acquisto di attivi, con l’obiettivo di accrescere la base monetaria a un ritmo annuo di circa 80 mila miliardi di yen, ovvero 10-20 mila miliardi più che in passato. La scadenza media residua dei titoli di Stato giapponesi (JGB) acquistati sarà aumentata a circa 7-10 anni (fino a 3 anni in più rispetto alla politica precedente). Gli acquisti annuali di exchange-traded fund (ETF) e fondi d’investimento immobiliari giapponesi (J-REIT) sono stati triplicati rispettivamente a 3 mila miliardi e 90 miliardi di yen. L’Msci Japan ha generato un rendimento dello 0,86% in yen e del -0,60% in euro.

Attività del Portafoglio
L'inizio di ottobre è stato caratterizzato da una notevole avversione agli attivi di rischio, dovuta ai timori di rallentamento della crescita, alla pressione disinflazionistica e alla conclusione del programma di QE della Fed. Pertanto abbiamo mantenuto un'esposizione azionaria relativamente bassa. Abbiamo iniziato ad aumentare l'esposizione azionaria nella seconda metà di ottobre sfruttando una buona opportunità di acquisto dopo l'ondata di vendite di inizio mese. A nostro avviso i mercati stavano scontando il rischio di aumento dei tassi da parte della Fed, inoltre la solida crescita dell'economia statunitense, insieme ai bassi prezzi dell'energia, dovrebbe favorire l'azionario globale. A livello regionale, abbiamo aumentato l'esposizione nei titoli azionari statunitensi, europei e giapponesi.

Strategia e Prospettive
Come previsto, la Fed ha terminato il suo programma di QE e ora il dibatto si concentra sui tempi del prossimo aumento dei tassi di interesse. Nelle dichiarazioni a margine della riunione di ottobre del FOMC, la Fed ha guardato oltre la recente debolezza dell'inflazione, dovuta ad un basso costo dell'energia, ha sottolineato come l'economia stia attraversando una fase di "crescita a ritmo moderato" e ha dichiarato di voler mantenere i tassi vicini allo zero per un "periodo prolungato", ma ha anche affermato che i tassi aumenteranno presto se la situazione economica dovesse migliorare più velocemente del previsto. La BCE e la BoJ continuano ad andare nella direzione opposta rispetto alla Fed, propendendo per un ulteriore possibile allentamento. Non ci aspettiamo che venga varato un vero e proprio programma di QE in Europa prima della fine di quest’anno, tuttavia l’indebolimento dell’euro e il miglioramento dell’economia statunitense dovrebbero favorire la crescita trainata dalle esportazioni, con un impatto positivo sulle azioni dell’Eurozona. L'inaspettato annuncio della BoJ di espandere il QE e l'aumento dell'allocazione azionaria da parte del Gpif dovrebbero avere un impatto positivo sul mercato azionario giapponese nel breve termine.

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