BNP Paribas Investment Partners

Borsa di Tokyo, ecco perché può ancora salire

13 Novembre 2014 10:30
financialounge -  BNP Paribas Investment Partners Borsa di Tokyo Government Pension Investment Fund strategia di investimento
financialounge -  BNP Paribas Investment Partners Borsa di Tokyo Government Pension Investment Fund strategia di investimento
Alcuni asset manager internazionali ritengono l’indice Nikkei giapponese forse l'unico mercato azionario che potrebbe proseguire il rialzo perché una ulteriore svalutazione dello yen continuerebbe a sostenere i bilanci delle aziende che producono utili in divisa estera.

Una previsione, peraltro già riscontrabile: Toyota motors, dopo aver chiuso il bilancio semestrale (aprile – settembre) con utili operativi record a 1.352 miliardi di yen (9,46 miliardi di euro) ha rivisto le stime al rialzo per l’intero esercizio a 2.500 miliardi di yen per l’utile operativo e a 2.000 miliardi di yen per quanto riguarda invece l’utile netto. Se a tutto questo aggiungiamo il prevedibile impatto positivo che potrà comportare sul listino azionario di Tokyo la decisione del Government Pension Investment Fund (GPIF) di spostare asset dal reddito fisso all’equity, ecco che le potenzialità per un nuovo rialzo a medio termine della Borsa giapponese restano forti nonostante il balzo dell’indice nelle ultime due settimane.

Il GPIF, il più grande fondo pensione del mondo, ha infatti annunciato di investire l’equivalente di circa 150 miliardi di euro nei mercati azionari di tutto il mondo a seguito dell’implementazione di una nuova strategia di investimento volta a incrementare il rendimento atteso del fondo. Da notare, per comprendere meglio la mole di volumi di cui si sta parlano, che Il fondo pensione, una volta completata la rotazione di portafoglio, finirà per possedere più del 6 per cento del mercato azionario giapponese: un controvalore sufficiente a comprare tutti le società quotate sui listini di Nuova Zelanda, Grecia e Marocco insieme.

“I fondamentali macroeconomici giapponesi sono prossimi all’aver raggiunto un punto di minimo soprattutto se guardiamo agli investimenti in conto capitale e ai consumi, e suggeriscono quindi un possibile miglioramento già nei prossimi mesi. Inoltre ci sono almeno tre altre motivazioni a sostegno dell’investimento sul mercato azionario giapponese” sottolinea Laura Tardino, Market Strategist di BNP Paribas Investment Partners.

In primis, per la strategist, lo scorso 31 ottobre la banca centrale nipponica ha varato ulteriori stimoli monetari aumentando gli acquisti annuali di bond governativi da 50 a 80 mila miliardi di yen, di ETF azionari da 1.000 a 3.000 miliardi di yen includendo tra i nuovi quelli che seguono l’andamento del JPX 400, e anche di REITS da 30 a 90 miliardi di yen ed estendendo la durata dei JBG acquistati a 7-10 anni: la liquidità dunque favorirà gli investimenti azionari sia direttamente sia per la ricerca del rendimento dato che i tassi continueranno a rimanere bassi.

“Il GPIF, il più grande fondo pensionistico giapponese e del mondo (127.000 miliardi di yen a giugno 2014, l’equivalente di 889 miliardi di euro) che investe i soldi raccolti dalle pensioni pubbliche dei lavoratori giapponesi, ha annunciato il cambiamento del proprio indice di riferimento aumentando l’esposizione azionaria giapponese dal 12 al 25% e diminuendo contestualmente quella delle obbligazioni giapponesi dal 60 al 35%. Circa 10 mila miliardi di yen arriveranno dunque sul mercato azionario giapponese sostenendone i corsi” è la seconda motivazione indicata da Laura Tardino che conclude con la terza:
“Le valutazioni sono ancora interessanti. L’indice Nikkei mostra un rapporto P/B (prezzo/valore patrimoniale) pari a 1,6 volte ed un P/E (rapporto prezzo/utili) pari a 18 volte, entrambi inferiori a quelli dei principali indici borsistici dei paesi sviluppati. La stagione degli utili appena iniziata potrebbe inoltre portare alcune sorprese positive dato che le società giapponesi stimano al momento una crescita degli utili sul 2014 del 3% che appare eccessivamente cauta se si considera che nel secondo trimestre gli utili hanno registrato un’accelerazione del 10 per cento”.
Trending