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Dove punterà la strategia PIMCO Total Return

8 Ottobre 2014 - 10:00
financialounge - news
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La Fed non dovrebbe adottare né bruschi e nemmeno incalzanti aumenti dei tassi di riferimento mentre le altre banche centrali (BCE, BoJ e alcune di quelle dei paesi in via di sviluppo) potrebbero allentare ulteriormente le rispettive politiche monetarie.
Ne deriva che, da un lato, la liquidità nei mercati globali non dovrebbe scarseggiare per un certo tempo, e, dall’altro, in virtù di una graduale ripresa economica, si dovrebbero creare le condizioni per un contesto favorevole a diversi titoli obbligazionari con spread, e per cogliere molte più opportunità cross-market.

Sono questi alcuni dei principali punti emersi nell’approfondimento sul posizionamento del fondo Total Return di PIMCO per affrontare il futuro contesto di mercato, spiegato dai tre Chief Investment Officer (CIO) di PIMCO, Scott Mather, Mark Kiesel e Mihir Worah, che di recente hanno assunto la gestione della strategia PIMCO Total Return. Un comparto il cui portafoglio beneficerà della loro vasta esperienza d’investimento e delle loro competenze specializzate partendo, comunque, dalla «new neutral» di PIMCO che può essere sintetizzata così: il tasso risk free reale, cioè il rendimento dell’investimento senza rischio (coincidente con quello offerto dai titoli di stato a breve termine) al netto dell’inflazione, non oscillerà come ha fatto negli ultimi 10 anni tra l’1% e i 2% ma sarà schiacciato verosimilmente verso lo zero.

“La fiducia nella Nuova neutralità continua a determinare la nostra visione del mercato. Riteniamo che la Fed abbia cercato di stimolare l’economia statunitense e che continuerà a farlo. Pertanto, probabilmente non effettuerà rapidi aumenti dei tassi di riferimento e i rialzi saranno graduali. Intanto, le altre banche centrali, in particolare in Europa, in Giappone e in diversi mercati emergenti, potrebbero allentare ulteriormente le rispettive politiche monetarie. Ciò ha determinate conseguenze: la liquidità nei mercati globali dovrebbe rimanere elevata per un certo tempo. Inoltre, pur rimanendo eterogenea e inferiore alla norma, la ripresa economica globale prosegue a un ritmo sufficientemente sostenuto per fornire un contesto favorevole a diversi titoli con spread, rinviando il momento di un’inversione del ciclo del rischio. Infine, dal momento che non tutte le banche centrali si muovono nella medesima direzione, è probabile che si presentino molte più opportunità cross-market” dice Scott Mather, CIO US Core strategies.

Mark Kiesel, CIO Global credit aggiunge: “Concordo con Scott. I mercati delle obbligazioni societarie offrono senz’altro molteplici opportunità. Gli spread creditizi sono forse relativamente ristretti, ma la liquidità dovrebbe rimanere elevata e gli utili societari dovrebbero restare solidi in diversi settori, pertanto non prevediamo un netto ampliamento degli spread. È importante essere selettivi, ma riteniamo che vi siano ottime opportunità d’investimento in società con profili di crescita e potere di prezzo solidi e in settori con elevate barriere all’entrata e fondamentali creditizi in miglioramento. Ad esempio, citiamo le banche europee, l’energia negli USA e il settore dei giochi in Asia”.

Inoltre, come fa notare Mihir Worah, CIO Real return, le banche centrali stanno anche creando opportunità nei mercati valutari e dei tassi.
“Le politiche monetarie divergenti dovrebbero tradursi in un persistente vigore del dollaro, in particolare rispetto all’euro e allo yen, e il portafoglio è posizionato per beneficiare di questa dinamica. Inoltre, sebbene l’inflazione sia attualmente contenuta, l’orientamento reflazionistico della Fed rende la protezione dall’inflazione offerta dai Treasury Inflation-Protected Securities (TIPS) una copertura sensata, alla luce dei prezzi interessanti di questi titoli rispetto alle obbligazioni nominali” sottolinea Mihir Worah
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