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Anche gli hedge fund possono sbagliare preda

6 Ottobre 2014 - 7:50
financialounge - news
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Hanno perso più di un terzo del loro valore in una sola seduta di Borsa, lo scorso 1 ottobre. Non stiamo parlando di società semisconosciute o di micro imprese quanto piuttosto di Fannie Mae (-36,8%) e Freddie Mac (-37,5%).
Entrambe sono infatti delle government-sponsored enterprise (GSE) statunitensi, imprese private (hanno lo status di public company fin dal 1968) con supporto governativo. Le due aziende, in particolare, sono specializzate nell'emissione di mutui e nella loro rivendita nel mercato secondario, e forniscono i tassi di riferimento dei mutui ipotecari del mercato americano.

Il crollo delle quotazioni dei due titoli è stata la conseguenza della sentenza del giudice distrettuale statunitense Royce Lamberth che ha respinto le richieste di alcuni investitori (tra i quali molti hedge fund), ritenendo che il governo degli Stati Uniti è autorizzato, in base ad un emendamento del 2012 sulle regole per il salvataggio delle imprese americane, a incassare «quasi tutti» i profitti sia di Fannie Mae che di Freddie Mac.
Un verdetto che ha spiazzato gli hedge fund (tra i quali, per esempio, Perry Capital LLC e Bruce Berkowitz Fairholme Capital Management LLC) che si erano avventati sulle azioni delle due società.

Il titolo Freddie Mac (ma lo stesso vale anche per quello relativo a Fannie Mae) stazionava su un valore di 0,3 dollari per azione fino ai primi di marzo del 2013. Poi però gli speculatori si sono precipitati all’acquisto del titolo che è dapprima salito a 0,78 dollari ad aprile, per balzare dopo solo un mese e 2,0 dollari il 23 maggio 2013: dopo un anno di forti oscillazioni il nuovo picco a 5,5 dollari lo scorso 10 marzo per poi oscillare intorno ai 4 dollari fino ad agosto e quindi il crollo di giovedi (con il titolo di Fannie Mae a 1,70 dollari per azione, e quello di Freddie Mac a 1,65 dollari).

Ma come mai gli speculatori si sono avventati sui titoli delle due società specializzate nell'emissione di mutui? Per Freddie Mac, a fronte di una capitalizzazione di Borsa di 5,3 miliardi di dollari, sono previsti utili per quest’anno pari a 7,6 miliardi di dollari: se non tutti ma anche una buona parte di questi profitti, come sperato dagli hedge fund, fosse stata distribuita in dividendi, gli azionisti avrebbero ricavato ingenti plusvalenze.

Ma ora la sentenza del magistrato americano spariglia le carte e, soprattutto, prende in contropiede i gestori hedge, della serie anche gli speculatori sbagliano e, quando succede, le perdite sono piuttosto dolorose.
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