Borsa di Mosca

Russia, in Borsa il bicchiere è mezzo pieno

11 Luglio 2014 - 12:10
financialounge - news
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Dopo un impressionante rally il mercato azionario russo sembrerebbe aver scontato una risoluzione pacifica della crisi ucraina, ma Pavel Laberko, Head of Russian Equities di Union Bancaire Privée (UBP), non si affretterebbe a prendere profitti, poiché potrebbero essercene ancora altri da cogliere.

“Il mercato rimane fortemente conveniente, inoltre è ancora in ritardo rispetto ai competitor dei Mercati Emergenti. Il prezzo del petrolio è di supporto e il rublo si è stabilizzato. Sembra che l’economia del Paese stia invertendo la rotta rispetto al rallentamento economico e che il contesto politico stia migliorando. L’imminente flusso di dividendi costituirà un fattore di sostegno per il breve termine” spiega Pavel Laberko, per il quale potrebbe sembrare un controsenso la performance dei listini russi (a giugno le azioni russe hanno sovraperformato del 2,3% l’indice MSCI Emerging Markets) visti i continui scontri in Ucraina e le promesse di sanzioni da parte dei Paesi occidentali.

“Attualmente, l’indice MSCI Russia è tornato al di sopra dei livelli relativi al crollo di febbraio e si avvicina ai valori di inizio anno. In un’ottica pessimistica questo andamento potrebbe essere visto come una reazione eccessiva ai miglioramenti della situazione politica in Ucraina, suggerendo a sua volta che per gli investitori di breve periodo potrebbe essere il momento di prendere i profitti, avendo registrato un ritorno del 25% rispetto ai minimi di marzo” puntualizza Pavel Laberko che, subito dopo, preferisce ipotizzare un futuro con sviluppi positivi.

“Sebbene di recente le azioni russe stiano avendo un buon andamento, su base relativa sono ancora in ritardo. Le azioni dei Mercati Emergenti sono salite del 4,8% nella prima metà dell’anno, il Brent ha mostrato un rialzo del 3,6% e il mercato azionario globale è cresciuto in generale del 4,2%. In questo contesto favorevole, però, l’indice MSCI Russia è ancora in rosso del 6%. È interessante notare come anche alcune importanti prospettive siano migliorate. Secondo Bloomberg, gli analisti al momento si aspettano che il prezzo del Brent raggiunga i 107$ entro la fine dell’anno, mentre alla fine del 2013 ritenevano che questo arrivasse a quota 102$. In altre parole, il mercato azionario russo è ancora in ritardo sul prezzo del petrolio e rispetto ai suoi pari dei Mercati Emergenti” fa presente Pavel Laberko.

Il mercato azionario russo vanta inoltre valutazioni relative molto interessanti: il P/E forward (il rapporot prezzo / utili attesi) di 5,3 è conveniente, indipendentemente dai paragoni. Il suo dividend yield di 3,4% è sopra la media dei titoli azionari dei Mercati Emergenti.

“Facendo un po’ di stock picking (cioè di selezione dei titoli quotati sul listino di Mosca), non è affatto difficile potenziare il rendimento. Per esempio, il rendimento medio ponderato del fondo UBAM Russian Equity è vicino al 5% con una valutazione inferiore e un ROE (return on equity) superiore rispetto all’indice di riferimento MSCI Russia 10-40” confida il gestore.

Guardando al futuro, Pavel Laberko vede poi una serie di fattori che potrebbe sostenere la corsa del mercato. In un’ottica di breve periodo, la stagione dei dividendi annuali, che proseguirà nelle prossime quattro settimane, produrrà la liquidazione di un’abbondante quantità di denaro, sotto forma di dividendi: secondo alcune stime, tale guadagno supererà i 20 miliardi di dollari, gran parte dei quali spetterà agli investitori di portafoglio e una parte di questi probabilmente sarà reinvestita in azioni.

L'economia russa ha recentemente iniziato a lanciare segnali positivi. Le stime sul PIL di aprile e maggio sono state una bella sorpresa e indicano che una recessione è improbabile. Anche i dati sulla produzione industriale sono stati incoraggianti. Il consumatore russo continua a spendere, tendenza sostenuta anche dalle conversazioni del gestore con le più importanti società del settore retail e dai dati macroeconomici. Date le migliori aspettative degli analisti circa la seconda parte dell’anno, insieme ad alcuni segnali da parte del Governo che fanno pensare a un miglioramento delle stime di crescita, la possibilità di aver superato la fase più dura del rallentamento economico si fa sempre più concreta.

“Al momento, quindi, il bicchiere potrebbe finire con l’essere più mezzo pieno che mezzo vuoto” conclude Pavel Laberko.
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