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Secondo semestre 2014, le sfide da vincere e i rischi da evitare

3 Luglio 2014 - 7:40
financialounge - news
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Meglio l’equity dei bond e nell’azionario meglio privilegiare l’area euro, Londra, Tokyo e gli emerging markets. Nel reddito fisso, invece, sottopeso nei governativi USA e Germania, peso neutrale sui titoli di stato periferici euro e sovrappeso solo su high yield e convertibili: nei corporate bond investment grade muoversi solo selettivamente per cogliere le migliori opportunità in termini di rapporto rendimento/qualità. Sottopeso, infine, sulle commodity e sull’oro in particolare.

Sono queste, in estrema sintesi, le raccomandazioni di Vontobel per gli investitori per il secondo semestre 2014 come ha avuto modo di spiegare oggi alla stampa specializzata Chiara Bellon, Head of Portfolio Management Italy di Vontobel, nell’ambito del Summer Outlook 2014. La stretegist ha ricordato come negli ultimi 12 mesi le asset class rischiose abbiano offerto rendimenti molto più generosi rispetto alle asset class difensive e ai beni rifugio ma, al tempo stesso, ha sottolineato che lo scenario che si sta delineando prevede un rialzo dei tassi di interesse.

Chiara Bellon ha però fatto notare che la correlazione tra incremento dei tassi e rialzo delle Borse è statisticamente positiva quando il punto di partenza del rialzo dei tassi da parte della Fed si colloca tra zero e i due punti percentuali: praticamente i livelli attuali. Se a questo si aggiunge che l’economia USA è destinata a rafforzarsi nei prossimi trimestri e che l’inflazione non rappresenta un problema nemmeno in prospettiva, ecco delineati quattro interessanti temi di investimento.

Dollaro USA
I tassi ufficiali americani saliranno per primi e, soprattutto, in anticipo rispetto alla zona euro e questo dovrebbe supportare il dollaro. Inoltre, mentre la Fed sta riducendo l’espansione monetaria e quindi anche l’attivo di bilancio, la BCE si sta cimentando in un allentamento quantitativo all’europea: anche questa asincronia tra le dei banche centrali favorirà il dollaro. «Immaginiamo un cambio euro/dollaro USA a fine 2014 a quota 1,34 per poi scendere a fine dicembre 2015 a 1,24» precisa Chiara Bellon.

Banche USA
Sebbene si suggerisca di sottopesare l’equity USA, un settore interessante resta quello della banche americane che sono favorite da fattori macroeconomici fondamentali, valutazioni interessanti, rapida ripresa del settore immobiliare e netto miglioramento della qualità dei mutui erogati. “Restando a Wall Street, raccomandiamo di evitare i titoli immobiliari, che ora risultano correttamente valutati, mentre sono tornati interessanti le società tecnologiche tradizionali che potrebbero beneficiare nei prossimi mesi di investimenti in hi tech da parte delle società industriali Usa” aggiunge Chiara Bellon.

Azioni area euro
La riduzione della morsa dell’austerità favorirà la crescita economica con ricadute positive sul giro d’affari delle aziende e sui loro profitti. Non è un caso, peraltro, che l’indice di fiducia PMI sia tornato sopra quota 50, lo spartiacque tra contrazione e crescita economica. Altri fattori a favore della zona euro sono poi il rapporto prezzo/utili (p/e), più conveniente rispetto a Wall Street, e il forte ridimensionamento del premio al rischio di Eurolandia.

Mercati emergenti
“Abbiamo iniziato due mesi fa a investire in bond emerging markets in valuta forte. Poi siamo passati a prendere in considerazione anche i bond dei Paesi emergenti in valuta locale e ora stiamo investendo anche nell’equity dei paesi in via di sviluppo” rivela Chiara Bellon che, tuttavia, sottolinea come resti sempre importante la rigorosa selezione dei paesi.
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