CapEx

PIL USA 2014 più brillante del previsto

4 Febbraio 2014 - 10:25
financialounge - news
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Gli investitori restano sempre alla ricerca dei profitti ma ora sembrano osservare con maggiore attenzione una più ampia gamma di criteri per effettuare le loro scelte di portafoglio. Lo sottolinea Keith Wade, Chief Economist di Schroders che cita l’indagine tra i gestori effettuata da Bank of America/Merrill Lynch nella quale emerge una chiara preferenza per le aziende che aumentano la spesa per capitale (il cosiddetto CapEx) piuttosto che il ritorno agli azionisti. Inoltre, sempre secondo Keith Wade, gli operatori di mercato tendono sempre più a preferire gli asset in cui credono. Nuove tendenze che, sullo sfondo, vedono proiettate previsioni di crescita che potrebbero rivelarsi migliori del previsto.

“L’ottimismo circa la ripresa degli Stati Uniti sta aumentando: le stime sulla crescita nel quarto trimestre del 2013 si attestano ora a un tasso annualizzato del 3%, con l’economia che si è scrollata di dosso gli effetti dello shutdown del Governo. I principali indicatori suggeriscono che nell’attuale trimestre la crescita resterà solida e gli economisti hanno rivisto al rialzo le stime per l’intero 2014. Noi ci collochiamo tra gli ottimisti e continuiamo a prevedere una crescita del 3% per quest’anno, nonostante il consensus, posto a 2,8%, stia chiaramente avvicinandosi alla nostra previsione” afferma Keith Wade.

Di recente, in Schroders, si è discusso sulle prospettive di una crescita statunitensi che tocchi il 4% nel 2014, concludendo che i rischi sulle previsioni erano rivolti al rialzo, dato il miglioramento dei bilanci delle famiglie e il potenziale per una maggiore crescita dei salari, via via che il mercato del lavoro migliorerà. Queste opinioni non cambiano, anche se Keith Wade nota una riduzione di uno dei rischi al ribasso, quello relativo al CapEx.

“La debolezza delle spese per capitale è stato uno dei fattori che ha pesato sugli Stati Uniti negli ultimi anni ed è stato oggetto di molti dibattiti. L’ex segretario del Tesoro americano, Larry Summers, suggerisce che gli USA possono essere in un periodo in cui il tasso reale di ritorno sul capitale nell’economia è negativo, tanto che il suo costo è troppo elevato per far sì che le società trovino opportunità di profitto” sottolinea Keith Wade.

Tale scenario è possibile e gli Stati Uniti potrebbero trovarsi in un periodo di “stagnazione secolare”, in cui l’economia fatica a crescere senza il proseguimento delle politiche monetarie estremamente accomodanti. Tuttavia, gli ultimi indicatori suggeriscono che la “stagnazione” non si realizzerà nel 2014: gli ordini di spesa capitale, per esempio, attualmente stanno registrando forti rialzi in tutte e tre le principali economie sviluppate.

“Uno dei nostri timori riguardava la possibilità che le società preferissero semplicemente distribuire dividendi agli azionisti, piuttosto che spendere denaro in spesa per capitale. Secondo noi, questo era uno degli effetti negativi dei bassi rendimenti obbligazionari, dovuti al programma di allentamento quantitativo (QE), con la conseguente ricerca di rendimenti che spingeva gli investitori verso titoli azionari che pagavano dividendi elevati. La ricerca di profitti continua, ma un paio di ragioni spiegano che gli investitori ora guardano a una più ampia serie di criteri per effettuare le loro scelte” fa presente Keith Wade che, in primis, fa riferimento all’indagine effettuata da Bank of America/Merrill Lynch tra i gestori: una survey che mostra una chiara preferenza, con quasi il 60% delle risposte date, per le aziende che aumentano il CapEx piuttosto che il ritorno agli azionisti. In secondo luogo, sempre secondo Keith Wade, emerge che gli operatori di mercato preferiscono investire negli asset in cui credono.

“Settori ad alto rendimento, quali utilities e REIT hanno sottoperformato per un certo periodo, ma di recente abbiamo visto che tale dinamica si è estesa a un più ampio mix di titoli azionari che pagano dividendi, con il popolare indice S&P Dividend Aristocrats che ha sottoperformato il più ampio S&P500” fa presente Keith Wade che poi conclude:

“Insieme ai maggiori consumi, una ripresa della spesa per capitale delle imprese potrebbe portare l’economia americana a crescere del 4% quest’anno. Tuttavia, vorremmo ricordare che l’ultima volta in cui gli States hanno registrato in un trimestre un tasso di crescita di tale portata, è stato dieci anni fa. Inoltre, l’ultimo anno solare chiuso sopra il 4% è il 2000. Chiaramente, sarebbe un tasso di crescita molto elevato, anche per gli standard pre-crisi finanziaria”.
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