Federal Reserve

High yield, i principali rischi da monitorare nel 2014

20 Gennaio 2014 - 9:00
financialounge - news
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Nell’articolo “High yield, obiettivo 5% nel 2014” Wes Sparks, Head of US Fixed Income di Schroders, ha analizzato le prospettive del segmento high yield globale nel nuovo anno. In questo articolo, invece, mette in evidenza i pericoli di maggiori rilievo che potrebbero influenzare il mercato high yield quest’anno.

“Gli investitori dovranno monitorare le valutazioni per assicurarsi di continuare a ricevere un'adeguata remunerazione per i rischi assunti. I principali rischi per il mercato high yield sono il rischio d'insolvenza, il rischio di tasso d'interesse, il rischio di evento e le variazioni dei premi per il rischio. Lo spread dell'indice high yield globale rispetto ai Treasury USA di pari duration, superiore a 360 punti base (+3,60%), è nettamente più alto rispetto al minimo di 225 pb (+2,50%) registrato nella primavera del 2007, e dovrebbe essere più che sufficiente a coprire le perdite dovute ai default” sottolinea Wes Sparks per il quale, sia il rischio di tasso che il rischio di evento rappresentano potenziali minacce più per le obbligazioni investment grade che per le emissioni high yield.

Pertanto, come accaduto negli ultimi tre anni, l'andamento degli spread delle obbligazioni HY nel 2014 sarà determinato molto probabilmente da variazioni del premio di rischio, dovute alle ripercussioni dei dati economici o delle modifiche alla politica fiscale o monetaria sulla propensione al rischio degli investitori.

“Le fasi di volatilità possono creare opportunità di acquisto per gli investitori che non hanno ancora raggiunto la propria esposizione target e che mirano a migliorare il rendimento del loro portafoglio. Dato il contesto macroeconomico, eventuali temporanee correzioni nel 2014 non dovrebbero dar luogo a una prolungata fase ribassista. I fondamentali e i profili di liquidità degli emittenti high yield rimangono solidi, poiché molte società hanno già rifinanziato la maggior parte del debito in scadenza nel 2014 e nel 2015 rinnovando i prestiti bancari ed emettendo obbligazioni con scadenza tra il 2020 e il 2023” sostiene Wes Sparks.

La principale minaccia per il mercato è rappresentata dall'andamento dei Treasury USA: se il graduale aumento dei rendimenti si tramutasse in un'impennata, questo potrebbe diventare destabilizzante per gli asset rischiosi, come accaduto nel secondo trimestre del 2013.

“Tuttavia, l'inflazione rimane favorevole, le aspettative sui prezzi al consumo dovrebbero restare stabili e la Fed si sta adoperando in tutti i modi per comunicare efficacemente la propria forward guidance al mercato. Proprio tramite quest’ultima la Fed mira a mantenere ben ancorati i rendimenti dei Treasury a media scadenza, indicando che non intende apportare variazioni al tasso sui federal fund almeno sino a metà del 2015, anche se nel 2014 rallenterà il ritmo del quantitative easing. Tuttavia, qualora l'economia registri progressi e i bond vigilantes spingano i rendimenti dei Treasury al rialzo per timore che una politica monetaria eccessivamente accomodante possa alimentare l'inflazione, gli investitori e i mercati finanziari potrebbero mettere alla prova la determinazione della Fed sotto la nuova leadership di Janet Yellen” conclude Wes Sparks.
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