mercati azionari

Meno volatilità, stesso potenziale di rendimento

23 Dicembre 2013 09:50
financialounge -  mercati azionari rendimenti strategia di investimento volatilità
financialounge -  mercati azionari rendimenti strategia di investimento volatilità
Partendo dal fatto che il rendimento reale delle attività prive di rischio è negativo, gli investitori orientati al rendimento devono identificare interessanti strategie azionarie che offrono non solo la possibilità di partecipazione ai mercati nelle fasi rialziste ma che siano anche capaci di ridurre i rischi effettivi nei mercati in calo. Invesco ritiene che le strategie a bassa volatilità abbiano il potenziale per affrontare questa sfida.

L’approccio a bassa volatilità investe in azioni che storicamente hanno avuto la tendenza a fluttuare meno di tutto il mercato azionario. In contrasto con la teoria finanziaria che afferma che gli investitori sono ricompensati per il rischio, la ricerca accademica ha dimostrato che le azioni low volatility possono performare meglio rispetto ai titoli azionari high volatility. In generale, le strategie a bassa volatilità hanno l’obiettivo di sovraperformare l’indice di mercato nel corso di un intero ciclo di mercato, soprattutto tenendo sotto controllo il rischio di portafoglio: limitano al massimo le cadute nelle fasi di ribasso del mercato e beneficiano, in una percentuale significativa, delle fasi di espansione degli indici.

Questa anomalia della volatilità si basa su alcune constatazioni.
• Effetto lotteria: teoricamente, le azioni di alta volatilità promettono rendimenti più elevati. Di conseguenza, gli investitori sono disposti a comprare questi titoli ad un premio elevato, che può portare a una sopravvalutazione.

• L’eccessiva fede nel detto "rendimenti più elevati per il rischio più elevato" fa si che gli investitori sostituiscano le stime degli utili con le previsioni del rischio e finiscono con il prendere le decisioni sbagliate.

• Molti i fondi di investimento sono costretti a confrontarsi con l’indice di riferimento per quanto riguarda l'asset allocation e la selezione dei titoli: questo benchmarking rappresenta però un limite all’arbitraggio del team di gestione.

Una chiave essenziale per il successo di una strategia incentrata sulla bassa volatilità è la capacità dei gestori di riuscire a selezionare in modo fondamentale interessanti titoli a basso rischio all’interno di un vasto universo combinando tali scelte con il vantaggio della diversificazione. Ciò comporta un notevole sforzo di elaborazione durante la fase di modellazione (selezione e la combinazione di singoli titoli).

Crediamo che un approccio sistematico, con una pari attenzione alla riduzione dei rischi e la generazione di alpha sia necessario per sfruttare l'anomalia della volatilità. L'approccio del comparto Invesco Pan European Structured Equity Fund prevede l’utilizzo di report basati sui fondamentali delle aziende nonché fattori di finanza comportamentale ricavati analizzando quasi 1.000 singoli titoli azionari europei. I gestori del fondo cercano di individuare i titoli europei più interessanti, indipendentemente dalla loro ponderazione nel benchmark, adottando un processo di investimento definito “ottimizzazione non vincolata”, tramite il quale puntano ad ottenere performance decisamente superiori a quelle dell’indice e al settore di riferimento. Sono pertanto sostanzialmente quattro i principali fattori distintivi di Invesco Pan European Structured Equity Fund.

1) Il gestore si concentra sui titoli che il modello analitico identifica come i più interessanti dell’universo di investimento, indipendentemente dalla loro ponderazione nell’indice ma tenendo comunque in considerazioni le previsioni di rischio/rendimento;

2) Il processo di investimento si basa su un modello quantitativo di selezione delle azioni. Senza lasciarsi fuorviare da fattori emozionali o psicologici, il modello consente di analizzare una grande quantità di dati e di individuare le azioni più interessanti;

3) L’obiettivo è quello di controllare il livello di rischio in termini assoluti, e non rispetto al benchmark, in modo da ottenere un portafoglio con la più bassa volatilità possibile. Questo approccio riduce la probabilità che il fondo possa avere delle perdite significative nel caso di mercati in calo;

4) la selezione dei titoli in base a modelli quantitativi, unita all’approccio di gestione del rischio, fa sì che l’andamento delle performance sia diverso rispetto a quello di prodotti gestiti in modo tradizionale, consentendo al fondo di sovraperformare nelle differenti condizioni di mercato.
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