La moda italiana in borsa vuole sorpassare Parigi

borsa
11 Dicembre 2013 - 10:00

Al momento non sembra proprio esserci partita tra il settore lusso quotato sul listino azionario di Parigi e quello a Piazza Affari: il primo infatti capitalizza 85,8 miliardi di euro mentre le aziende del lusso made in Italy quotate sul listino milanese non superano quota 30 miliardi. Ma le cose potrebbero cambiare se le 50 imprese della moda e del lusso e le 15 aziende del segmento casa e design che hanno i requisiti per essere quotate in Borsa scegliessero la strada del collocamento di azioni in Piazza Affari.

Queste 65 società, selezionate nel corso dell’edizione 2013 delle aziende italiane quotabili a cura della società di consulenza strategica Pambianco, comprendono big del fashion italiano quali per esempio Giorgio Armani, Zegna e Dolce & Gabbana, e dell’arredamento come Kartell, Flos e B&B, ma anche società di seconda e terza fascia con politiche di export molto spinte, come nel caso di Stefano Ricci che arriva a fatturare all’estero il 90% del ricavi.

In termini di taglia, relativamente alle imprese della moda, figurano 5 gruppi con un fatturato da un miliardo di euro o oltre, 7 aziende nella fascia tra 250 milioni e un miliardo, e le restanti 38 imprese con un giro d’affari annuo tra i 50 e i 250 milioni: se tutte e 50 le società del settore moda si quotassero nei prossimi 3-5 anni, si stima che potrebbero totalizzare oltre 26 miliardi di capitalizzazione di Borsa.

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