Federal Reserve

Il giusto timing per il tapering

19 Novembre 2013 - 19:00
financialounge - news
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In occasione del FOMC di settembre, la Fed ha sorpreso i mercati, mantenendo l’attuale politica monetaria ultra-espansiva. Bernanke ha precisato che non esiste un calendario prefissato circa l’inizio e l’entità del tapering. Ha confermato che potrebbe iniziare prima della fine dell’anno, anche se questa opzione sembra poco probabile, alla luce dei recenti dati economici e delle dichiarazioni di queste settimane rilasciate da Janet Yellen.

Il prossimo presidente designato della Fed ha tenuto pochi giorni fa un’audizione al Banking Commitee del Senato. In questa occasione Yellen ha sottolineato che l’acquisto di asset da parte della Fed può produrre danni al sistema economico e finanziario sia nel caso in cui esso venga terminato troppo presto, sia nel caso in cui venga mantenuto troppo a lungo. Per questo motivo non esiste un momento predeterminato in cui iniziare la riduzione degli acquisti di asset, ma in occasione di ogni meeting si valuterà se l’outlook dell’economia è compatibile con tale decisione.

In base agli ultimi dati disponibili, il tasso di disoccupazione americano è pari al 7.3% e riflette, secondo la Fed, un mercato del lavoro ed una economia ancora lontani dal loro effettivo potenziale. L’inflazione corrente e le aspettative di inflazione, al contempo, sono ben al di sotto del target della Fed. In aggiunta, secondo Yellen, il programma di acquisto di asset non ha generato bolle speculative nell’economia. Questi elementi consentono alla banca centrale di proseguire per alcuni mesi con l’attuale orientamento di politica monetaria.

La decisione sull’inizio del tapering è probabilmente rinviata all’inizio del 2014, in occasione di uno dei primi meeting del FOMC (gennaio, marzo, aprile). Elemento discriminante sarà l’andamento del mercato del lavoro. Il dato di ottobre riferito alle nuove assunzioni conferma il continuo miglioramento del mercato del lavoro e potrebbe essere seguito da una diminuzione del tasso di disoccupazione, che rappresenta uno dei principali obiettivi dell’attuale politica monetaria.
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