Europa

G20: il commento di Maria Paola Toschi

21 Giugno 2012 - 18:00
financialounge - news
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Il G20 di Los Cabos in Messico ha chiuso i battenti. Secondo alcuni osservatori non sono emerse novità di rilievo mentre secondo altri qualcosa si è mosso. FinanciaLounge ha contattato Maria Paola Toschi, Executive Director Market Strategist J.P. Morgan Asset Management per rivolgerle alcune domande.

Per quanto riguarda le problematiche dell’eurozona e dei relativi impatti sulla crescita mondiale, qual è stato l’atteggiamento degli Usa e dei Paesi Brics?
"I leader dell’area Euro hanno ancora una volta espresso la necessità e la determinazione a voler procedere nella salvaguardia della integrità e stabilità dell’area Euro. Si tratta di un processo lungo e complicato che impone cambiamenti strutturali, ma che ancora una volta si conferma l’unica strada percorribile per ristabilire un più favorevole contesto di stabilità. Nell’ambito del G20 è stata espressa anche l’intenzione di collaborare con il nuovo Governo greco per assicurarsi che il paese continui nel sentiero di risanamento e de-leveraging (riduzione della leva finanziaria) e mantenga l’impegno a introdurre le riforme strutturali necessarie per ottenere gli aiuti e rimanere nell’eurozona. Ciò potrebbe anche significare accettare qualche grado di elasticità nel raggiungimento degli obiettivi fissati.
Il G20 ha anche confermato il supporto a ESM (European Stability Mechanism) e il rafforzamento dei cosiddetti Firewalls che sono la base per costruire dei mercati finanziari più integrati. Il progetto di integrazione bancaria è in discussione e potrebbe includere una supervisione a livello europeo, la costituzione di un fondo di stabilizzazione dei depositi e una gestione accentrata dei piani di ricapitalizzazione.
Gli Stati Uniti hanno detto che sono determinati a evitare che l’aumento dell’imposizione fiscale possa tradursi nel 2013 in un rallentamento economico. Si cercherà una strada di gestione del giusto trade off tra de-leveraging e crescita."

Ritiene che il vertice europeo del 28 giugno a questo punto possa essere davvero decisivo per le sorti dell’euro? E, in ogni caso, cosa è auspicabile che accada in quella sede?
"Io penso che ognuno dei meeting tra i leader europei sia fondamentale per analizzare e discutere i temi della crisi e le riforme da proporre, ma non siano sufficienti. Sta montando molta attesa su questo evento. Riteniamo che sarà importante anche perchè vedrà il contributo di nuovi leader in Francia e in Grecia. Ci aspettiamo che il dibattito sia concentrato soprattutto su come procedere rapidamente nella definizione di misure di coordinamento e integrazione europea. Si dovrebbe entrare nel merito di temi molto importanti come i project bond, gli Euro bond (almeno in una versione light). Ma riteniamo anche che possa essere un ulteriore tassello di un processo di rilancio dell’Europa che sarà ancora lungo e caratterizzato da alti e bassi. Penso che per i mercati sarebbe molto importante avere la percezione che i policy maker europei stanno finalmente gestendo la crisi in maniera strutturata e non solo tamponando le varie emergenze che di volta in volta si materializzano".
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