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L'attenzione della Cina si concentra sulla tutela ambientale e crea opportunità con trasformazioni strutturali

23 Febbraio 2012 - 19:00
financialounge - news
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Dopo anni di rapida industrializzazione e scarsi investimenti a favore dell'eco-sostenibilità, i sempre più gravi problemi ambientali della Cina hanno spinto questa tematica ai vertici dei programmi politici. Secondo l'opinione di Joseph Tang, Investment Director di Invesco Hong Kong, questa presa di coscienza segna l'inizio di una trasformazione strutturale, capace di creare opportunità di investimento interessanti in numerosi settori correlati, nonché sul fronte dei servizi e dei consumi, con il paese impegnato in un passaggio da ec onomia manifatturiera a margini ridotti ad attività a più elevato valore aggiunto.

Il 12° Piano quinquennale della Cina colloca la protezione dell'ambiente tra i settori emergenti strategici, tanto da incoraggiare il governo, nel dicembre 2011, a varare un Piano di tutela ambientale nazionale da implementare a tutti i livelli istituzionali. "Con l'ambiente che occupa una posizione sempre più prominente nella politica del governo, esiste un enorme potenziale di espansione per i settori correlati, che potranno colmare il divario con le controparti nelle economie sviluppate", scrive Tang nell'ultimo numero della pubblicazione Invesco, Il Codice del Dragone.

Le statistiche sono chiare: la Cina non può nemmeno lontanamente competere con le principali economie emergenti in fatto di investimenti a favore della tutela ambientale, non riuscendo a controbilanciare l'elevato sfruttamento delle risorse perpetrato per sostenere una crescita sfrenata. Ora che il governo cinese intende affrontare le gravi implicazioni ambientali di questo sviluppo, concentrando sempre più l'attenzione sulla conservazione delle risorse, nuove opportunità emergono per le aziende dei settori correlati, come i fornitori di servizi per il trattamento dei rifiuti o le società impegnate nel controllo dell'inquinamento o nella gestione delle risorse idriche.
Nel contempo i produttori manifatturieri cinesi si stanno confrontando con standard globali sempre più rigidi per le emissioni e normative molto severe sullo smaltimento dei rifiuti, che determineranno inevitabilmente un aumento dei costi, costringendo le aziende a compiere il difficile passo da un segmento a basso margine verso settori a più elevato valore aggiunto. Secondo gli obiettivi del 12° Piano quinquennale della Cina, il settore dei servizi dovrà rappresentare il 47% del PIL entro il 2015. "Elevarci a un'economia con settori e servizi che puntino sull'incremento del valore aggiunto fornirà uno slancio positivo, generando posti di lavoro con reddito maggiore e promuovendo di riflesso i consumi nazionali", sottolinea Tang.
Se è vero che questa trasformazione strutturale non avverrà nel brevissimo termine, Tang intravede interessanti punti di ingresso per gli investitori che sapranno comprendere a fondo le nuove politiche ambientali della Cina: "Il piano di tutela ambientale non solo avvicinerà il paese agli standard internazionali, ma promuoverà l'attività economica in vari segmenti ecosostenibili, incoraggiando il passaggio dai settori primari a quelli a valore aggiunto".
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