Come beneficiare della disruption con le small cap

di Chiara Merico

I titoli delle small cap possono offrire maggiori rendimenti rispetto alle loro controparti large cap; tuttavia, spiegano Mee e Dobbs di Schroders, il segmento non è certo privo di rischi

Rendimenti potenzialmente più elevati e maggiore capacità di navigare l’attuale contesto di mercato: per queste ragioni gli investitori sono sempre più attratti dal settore delle small cap. Tuttavia, come per il resto dell’azionario, il rischio è di non ricevere in cambio quanto è stato investito in origine.

FORZA MOTRICE DELLA DISRUPTION

“Le aziende più grandi, longeve e ingombranti non sono sempre equipaggiate al meglio per adattarsi a rapidi cambiamenti”, spiegano Kristjan Mee, strategist research & analytics, e Matthew Dobbs, head of global small cap di Schroders. “Le small-cap, al contrario, possono essere più agili e spesso rappresentano la forza motrice della disruption. Invece di esserne vittime, spesso beneficiano di questo trend”. Inoltre le piccole società che operano in mercati relativamente ampi e maturi hanno la capacità di crescere in maniera notevole, partendo da una base di utili e profitti bassa. Spesso investire nelle società piccole è l’unico modo che gli investitori hanno di esporsi a nuove tecnologie o a un mercato specifico.

IL MONDO CAMBIA

Con l’innovazione e gli sviluppi tecnologici che avanzano a un ritmo mai visto in precedenza, i vecchi settori sono parecchio sotto pressione. I nuovi competitor con tecnologie più avanzate possono rapidamente spodestare le società consolidate che hanno dominato all’interno del loro settore per decenni. “L’inarrestabile crescita di Amazon e il declino dei centri commerciali Usa è una chiara dimostrazione di questa tendenza”, spiegano gli esperti di Schroders.

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STRUTTURE LEGGERE

“Sebbene non ne siano immuni, le small-cap possono beneficiare di questa disruption”, sottolineano Mee e Dobbs. Queste società infatti subiscono meno il peso della struttura di management e i timori di perdere i volumi di vendite o fette di mercato introducendo nuovi prodotti: un problema importante per le realtà ben consolidate Ecco alcuni esempi di small cap che hanno tratto vantaggio dalle loro dimensioni per adattarsi a forze di mercato disruptive.

MUSASHI SEIMITSU

Il produttore di componenti per automobili giapponese Musashi Seimitsu ha dimostrato come l’agilità nel rispondere al cambiamento della domanda sia una caratteristica di importanza cruciale in un contesto di disruption. La società ha rimodernato la sua offerta di prodotti, sviluppando componenti per motori elettrici, dopo aver realizzato che lo spostamento verso i veicoli elettrici avrebbe portato a una riduzione della domanda per i suoi prodotti di trasmissione e di motore. Quando i veicoli elettrici diventeranno prevalenti, la società sarà in grado di rispondere velocemente al cambiamento della domanda aumentando la produzione di componenti dedicati.

ALBIOMA

Albioma è una società indipendente francese per la fornitura di energia rinnovabile, che opera nei territori francesi oltreoceano e in alcuni Paesi in via di sviluppo e ha un contratto di lungo termine con Edf (la società elettrica pubblica francese) per fornire elettricità in molti di questi territori. Le centrali elettriche di Albioma sono progettate per funzionare con diversi combustibili. Recentemente il presidente francese Macron ha annunciato che la Francia cesserà di utilizzare il carbone per produrre elettricità dopo il 2022, spingendo perché questo venga sostituito dalle biomasse (materiale organico utilizzato come combustibile). Grazie alla flessibilità degli impianti produttivi di Albioma, per la società sarà possibile adattarsi al cambiamento delle fonti di energia con una minore spesa rispetto ai grandi player del settore, che dovranno invece affrontare ampi investimenti per convertire i loro impianti di combustione del carbone.

CHROMA

Alcune società possono sviluppare il loro business come facilitatrici della disruption, piuttosto che produttori di beni disruptive. Gli esperti di Schroders citano il caso di Chroma ATE, produttore di strumenti di misurazione e verifica elettronica taiwanese, che ha sempre prodotto apparecchiature di prova per l’elettronica tradizionale. Tuttavia, con l’emergere delle nuove tecnologie, ha deciso di reinventarsi in modo sostanziale: nel corso degli ultimi 10 anni ha iniziato a produrre tester per società di soluzioni wireless, illuminazioni a Led e semiconduttori. Negli ultimi 3 anni, i veicoli elettrici sono diventati il principale driver di crescita per la società, che ora vende tester ai maggiori produttori globali di batterie per veicoli elettrici.

L’IMPORTANZA DELLA DIVERSIFICAZIONE

In ogni caso, notano Mee e Dobbs, “le società più piccole sono soggette a maggiori rischi specifici, a livello di singolo titolo. La dipendenza da un prodotto o da un mercato, il numero ridotto di manager, la più alta rappresentazione nei settori ciclici e un numero più limitato di opzioni di finanziamento sono alcuni dei principali rischi di tali società”. Per questo motivo la diversificazione è essenziale per mitigare questi rischi specifici, così come una minuziosa conoscenza delle forze, dei rischi e delle vulnerabilità di ogni singola società.

Tony Studio / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
10 Settembre 2019
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