Pictet AM: le banche centrali pronte a deludere gli investitori

di Antonio Cardarelli

Nell’analisi mensile Pictet AM rileva un eccesso di ottimismo per gli stimoli in arrivo dalle banche centrali. L’asset allocation privilegia la liquidità, con poche eccezioni

L’appuntamento con la Bce di oggi pomeriggio apre la prima di due settimane in cui le banche centrali torneranno a essere protagoniste sui mercati. Il 18 settembre, infatti, toccherà alla Federal Reserve di Powell decidere se e quanto tagliare i tassi di interesse, ovviamente con il fiato sul collo (anzi con i tweet) del presidente Trump.

OTTIMISMO ECCESSIVO SULLE BANCHE CENTRALI

Secondo gli esperti di Pictet Asset Management la convinzione, piuttosto diffusa tra gli investitori, che “le banche centrali correranno in salvataggio dell’economia globale grazie a potenti stimoli monetari” non è suffragata dai dati: “Un ottimismo – spiegano nel Barometro di settembre – che non condividiamo” poiché gli indicatori anticipatori della società d’investimento delineano “una crescita globale contenuta per i prossimi mesi”. Le cause? Principalmente l’incertezza derivante dalle tensioni commerciali che impatta sulla produzione industriale, in particolare nelle economie avanzate. Quindi, nonostante le misure di allentamento che sicuramente verranno messe in campo, “difficilmente arriverà il tipo di stimolo che il mercato sta attualmente scontando”.

MEGLIO LA LIQUIDITÀ

Un’altra fonte di preoccupazione, per gli esperti di Pictet AM, riguarda gli utili che “dopo un 2018 stellare dovrebbero rallentare quest’anno fino ad arrestarsi”. “Con queste premesse – spiegano nella parte dedicata all’asset allocation – rimaniamo sottopesati sulle azioni. Allo stesso tempo, abbiamo più di un motivo per mantenere una posizione prudente sulle obbligazioni, adesso che il rally di quest’anno – il più importante degli ultimi 20 anni – ha spinto in territorio negativo il rendimento di quasi un terzo dell’universo obbligazionario mondiale. Manteniamo, invece, il sovrappeso sulla liquidità”.

CONSUMATORI IN FIDUCIA

Gli esperti di Pictet AM vedono una crescita economica globale destinata a rallentare a un ritmo del 2% nel 2019. Tuttavia, se il sentiment delle aziende, secondo l’indice Pmi, è sceso per la prima volta sotto la soglia di espansione fissata a 50 punti, il sentiment dei consumatori è ai massimi storici. Per questo motivo, secondo Pictet AM, “riteniamo che la probabilità di una recessione globale sia inferiore rispetto alle stime degli analisti di circa il 30-40%”.

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AZIONI USA TROPPO CARE

Restringendo l’analisi sull’azionario, per Pictet AM il mercato Usa continua a essere costoso mentre l’Europa (Svizzera esclusa) sta guadagnando interesse “grazie alla stabilizzazione degli utili societari e al crollo dei rendimenti obbligazionari”. Non a caso Pictet AM mantiene un sovrappeso sulle azioni europee, visto che la possibile recessione tecnica della Germania per ora è stata controbilanciata dal momentum “più che positivo” di Francia e Spagna. Discorso simile per i mercati emergenti, dove alcune aree periferiche stanno beneficiando delle difficoltà cinesi. Anche se, in termini di asset allocation, al netto delle distinzioni appena elencate Pictet AM preferisce mantenere un sottopeso su azioni e obbligazioni andando a privilegiare la liquidità.




FinanciaLounge
7 Settembre 2019
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