Mercati azionari, MSIM punta sul detenere titoli difensivi in portafoglio

Il 75% dei portafogli globali di MSIM è investito nei due settori più difensivi (beni di consumo primari e sanità) o nel segmento informatico più difensivo (software e servizi).

Sono passati nove anni e mezzo dal minimo di Borsa del marzo 2009. Da allora i listini azionari internazionali hanno registrato un rialzo senza (quasi) soluzione di continuità, con Wall Street che ha stabilito il suo nuovo primato in termini di durata del periodo espansivo di Borsa. È pertanto fisiologico interrogarsi su come posizionarsi in vista di una possibile contrazione degli utili che stazionano sui massimi storici.

PRESERVARE L’APPROCCIO RIGOROSO

Secondo gli esperti di Morgan Stanley Investment Management (MSIM) anziché tentare di forzare gli schemi, è preferibile mantenere l’approccio rigoroso adottato sia prima che durante la grande crisi finanziaria 2007-2009. “A nostro avviso, detenere posizioni in società di alta qualità e ben gestite in grado di sostenere un’elevata redditività del capitale operativo rappresenta il modo migliore di realizzare questo obiettivo” fanno infatti sapere i professionisti di MSIM. Una convinzione, la loro, che si basa sull’analisi dell’andamento degli utili e dei corsi di Borsa dal 2007 ad oggi.

L’ANALISI DEI SETTORI DAL 2007 A OGGI

Dal 2007, quattro dei dieci settori principali di Borsa hanno registrato una performance ben al di sopra della media di mercato: IT, healthcare, beni di consumo discrezionali e beni di consumo primari. Si tratta dei medesimi settori nei quali l’incremento dei profitti è stato costantemente superiore a quello del mercato negli ultimi 11 anni. Più in particolare, il settore healthcare e quello dei beni primari hanno evidenziato un ritmo impressionante dal 2007, con il primo che vanta un EPS (utile per azione) in aumento complessivo del +94% e il secondo con un +61% ma con una importante peculiarità: la crescita degli utili è stata di poco inferiore a quella del mercato durante la fase di rialzo, ma è rimasta sostanzialmente invariata (-1% e -2%, rispettivamente) durante il ribasso, quando il mercato (in generale) è precipitato del 40%.

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REBUS SUI BENI DI CONSUMO DISCREZIONALI

Diverso invece il comportamento dei beni di consumo discrezionali (il cui EPS complessivo dal 2007 è stato del +77%). “Durante il ribasso, è stato il settore con la performance peggiore (EPS -66%), ma in seguito ha registrato un rialzo ciclico fenomenale (EPS +414% dal 2009). Considerando che la ripresa sta per raggiungere il decimo anno, non è insensato iniziare a chiedersi quali ripercussioni potrebbe avere il prossimo ribasso sugli utili del settore” specificano gli esperti di MSIM.

SETTORE IT GUIDATO DALLA CRESCITA DEI PROFITTI

Di particolare interesse l’analisi relativa al settore IT che dal 2007 mostra un EPS del +152%: una progressione che ha permesso al settore di primeggiare non sulla base delle valutazioni prospettiche stimate (come avvenne alla fine dello scorso millennio prima dello scoppio della bolla dei dot com) ma su quelle della crescita degli utili. Tuttavia proprio questa loro caratteristica rende le attuali quotazioni dipendenti dalla sostenibilità dei profitti. Durante la crisi 2007-2009, i titoli del settore IT hanno accusato una flessione complessiva del 35%, più o meno in linea con l’andamento del mercato.

HARDWARE, CHIPS E SOFTWARE

Gli andamenti sono molto divergenti a seconda delle sottocategorie: il segmento hardware e apparecchiature ha ceduto il 41% (in linea con l’andamento del mercato), quello dei semiconduttori ha azzerato gli utili mentre il segmento relativo a software e servizi ha registrato un rialzo del 2% nell’arco dei 18 mesi di crisi.

PRIVILEGIARE LA SELEZIONE DEI SINGOLI TITOLI

“In attesa della prossima fase calante, continueremo a privilegiare la scelta rigorosa delle singole società e non dei settori. Tuttavia, il fatto che oltre il 75% dei nostri portafogli globali sia investito nei due settori più difensivi (beni di consumo primari e sanità) o nel segmento informatico più difensivo (software e servizi) rassicura sulla possibilità che gli utili del portafoglio mostrino una tenuta migliore rispetto a quelli del mercato nel suo complesso” puntualizzano i professionisti di MSIM. Una precisazione che poggia su un trascorso alquanto incoraggiante: durante la precedente crisi finanziaria 2007–2009 globale gli utili di portafoglio della principale strategia globale di MSIM sono, infatti, aumentati.

PeopleImages / E+ / Getty Images


FinanciaLounge
3 Settembre 2018
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