La paura di uno scontro Usa-Iran fa schizzare il petrolio e tira giù le Borse

di Antonio Cardarelli

Borse in rosso dopo l’uccisione del generale iraniano Soleimani ordinata da Trump. Petrolio ai massimi da 8 mesi, sale anche l’oro: i mercati temono un’escalation e si aspettano una reazione dell’Iran

Dinamite in una polveriera: diversi osservatori hanno commentato in questo modo l’uccisione, decisa da Trump, del generale iraniano Qassem Soleimani da parte delle forze militari Usa a Baghdad. La reazione dei mercati non si è fatta attendere: dopo un’apertura debole, tutti i listini europei hanno continuano a perdere terreno. La paura è che il raid Usa possa innescare un’escalation in grado di portare a un conflitto in Medio Oriente. E l’aumento del prezzo del petrolio, con Wti e Brent entrambi sopra il 4% (ai massimi da 8 mesi) dimostra che i timori sono reali. Ora gli occhi sono puntati sulla reazione dell’Iran: a Teheran migliaia di persone sono scese in piazza mentre il governo Usa ha invitato i cittadini americani a lasciare l’Iraq.

ORO IN RIALZO, MALE L’ASIA

Tensione alle stelle, dunque, che ha portato verso l’alto anche la quotazione dell’oro (+1,5%), bene rifugio per eccellenza nei momenti di tensione, partito con un guadagno superiore all’1% che è proseguito in giornata. Deboli anche le Borse asiatiche: con Tokyo chiusa per festività, le altre piazze finanziarie hanno perso alcune frazioni di punto: Shanghai (-0,05%), Mumbai (-0,4%), Hong Kong (-0,2%).

PETROLIO, RECORD DA MAGGIO

Il dato relativo al petrolio è sicuramente il più rilevante. L’attacco al convoglio iracheno che stava accompagnando all’aeroporto il generale iraniano – attacco che, ricordiamo, è stato deciso direttamente da Donald Trump – potrebbe essere l’inizio di un’escalation di violenza nella regione. Un’eventuale guerra farebbe schizzare il prezzo del petrolio, e l’aumento del prezzo di Wti e Brent – il più forte da 8 mesi- sembra dare credito a questa possibilità. Insieme al petrolio, sono partiti in rialzo anche i titoli delle società del settore petrolifero. A Milano, in particolare, avvio ottimo per Eni, Saipem e Tenaris.

BENE ANCHE YEN E FRANCO SVIZZERO

Discorso simile per l’oro, visto come porto sicuro in caso di eventuale scontro armato (da Teheran sono già arrivate risposte minacciose) e per valute come il franco svizzero e lo yen giapponese, anch’esse considerate bene rifugio in caso di incertezza ed entrambe in crescita.

BORSE EUROPEE IN ROSSO

Inoltre, le prime aperture delle Borse europee in rosso sembrano dare credito alla possibilità di un’escalation in Medio Oriente. Piazza Affari, nelle prime ore di contrattazioni, ha perso intorno allo 0,5% per poi cedere oltre l’uno per cento mentre Francoforte, dopo una perdita iniziale di -0,90%, ha continuato a scendere per arrivare a metà mattinata intorno a -1,46% trascinato in basso, tra gli altri, da Lufthansa, penalizzata dall’aumento del petrolio. Da valutare l’effetto su Wall Street, reduce, nella seduta di ieri, da un nuovo massimo.

Flickr / White House


Financialounge.com
3 Gennaio 2020
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