Quella strana relazione tra T-bond e S&P 500

Da inizio anno i prezzi di Wall Street e Titoli del Tesoro USA si stanno muovendo in modo anomalo, almeno rispetto all’andamento storico. L’inversione a U della Fed ha cambiato il gioco, che però forse dura poco.

Il sito americano AskBrokers, molto focalizzato sull’analisi tecnica, la propone solo con il titolo, che recita ‘The Tale of Two Stories’, il racconto di due storie, ma senza testo di spiegazione. Come a dire, la chart, che proponiamo qui sotto, si racconta da sola. Che cosa racconta? Proviamo a ‘leggerla’.

LA LEGGE DEL T-BOND

Il T-bond a 10 anni è il benchmark di tutti i tassi di interesse mondiali, quando si muove impatta reddito fisso e valute su tutti i mercati, soprattutto emergenti, ma anche sviluppati. Un rendimento al 3% negli ultimi anni è considerato la ‘soglia del dolore’, vale a dire un livello che se superato manda in sofferenza tutte le altre asset class, a partire dalle azioni. E l’azionario è invece raccontato dall’indice S&P 500, anche in questo caso il benchmark globale di tutte le borse. Se l’S&P 500 starnutisce, le Borse europee si beccano come minimo una bronchite e quelle emergenti una polmonite. La chart riproduce il prezzo delle azioni che compongono lo S&P 500 mentre per il T-bond la linea replica il rendimento, che si muove inversamente al prezzo. Quindi se il rendimento sale, vuol dire che gli investitori lo stanno vendendo, se scende lo stanno comprando.

Sulla scala di sinistra l'S&P500, su quella di destra il rendimento del T-bond 10 anni
Sulla scala di sinistra l’S&P500, su quella di destra il rendimento del T-bond 10 anni

I SOLDI SI SPOSTANO DA UNA SPONDA ALL’ALTRA

E allora, quali sono le due storie che ci racconta la chart? Che tra fine settembre e inizio ottobre 2018 l’S&P 500 va a ritoccare al rialzo i massimi storici di gennaio, mentre la gente vende T-bond, probabilmente in parte per finanziare gli acquisti di azioni e in parte anche perché teme che una Fed aggressiva sui tassi spinga i prezzi ancora più giù. E così il rendimento sfonda la soglia del dolore, l’azionario si spaventa e inizia una correzione che finirà soltanto gli ultimissimi giorni di dicembre. A questo punto, chi vede i prezzi dell’ S&P 500 puntare verso Sud va a cercare rifugio nell’asset considerato più sicuro al mondo, il T-bond appunto. Gli acquisti fanno salire i prezzi e scendere i rendimenti che puntano anch’essi a Sud all’unisono con l’azionario. Fin qui tutto in regola. I soldi si spostano da un’asset class all’altra e i prezzi si muovono di conseguenza insieme ai rendimenti. Poi, a cavallo dell’anno, succede qualcosa, e le due strade si dividono. Cosa succede?

AZIONI IN RALLY MA SI TENGONO LE POSIZIONI SUL T-BOND

Succede che il capo della Fed Jay Powell fa un’inversione a U e passa dall’aggressività alla pazienza e alla prudenza sui tassi di interesse. In pratica manda a dire al mercato che gli almeno due rialzi previsti per il 2019 non ci saranno, vuole vederci chiaro su tutte le incertezze che incombono e si tiene le mani libere. La prossima mossa potrebbe perfino essere un ribasso se fosse necessario. A questo punto i soldi tornano sull’azionario. I timorI che la Fed potesse giustiziare la ripresa economica esagerando con gli aumenti dei tassi scompaiono. E con un tasso di interesse reale, vale a dire depurato dall’inflazione, allo 0,5%, posizionarsi sull’azionario conviene. E quindi parte il rally di Wall Street che conduce al primo trimestre migliore da decenni. Ma anche chi aveva cercato rifugio nei T-bond tiene le posizioni e non esce. Se la Fed non muoverà al rialzo per tutto il 2019 e potrebbe addirittura abbassare, allora vuol dire che i prezzi non scenderanno, anzi forse saliranno. E quindi meglio non uscire, non tanto per una questione di rendimento, ma di possibile capital gain.

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BOTTOM LINE

Ma qui abbiamo una contraddizione. Prezzi dei T-bond e delle azioni che si muovono insieme al rialzo non sono la regola, almeno storicamente, ma l’eccezione. Il movimento è evidenziato con un rettangolo verticale nella parte finale della chart. Da qualche parte qualcuno si sta sbagliando sulla direzione di medio periodo del mercato, che di solito gli errori prima o poi li corregge. Nel nostro caso la correzione può avvenire in due modi: o i prezzi del T-bond tornano a scendere e i rendimenti a salire, o si ridimensionano quelli delle azioni. Purtroppo la chart non dice come va a finire.

richcano / E+


FinanciaLounge
19 Marzo 2019
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