S&P conferma outlook negativo per Intesa, possibile miglioramento per Ubi

di Virgilio Chelli

l rating della banca guidata da Massiah verrebbe allineato a quello più elevato della prima banca italiana, ma l’outlook di Intesa resta comunque negativo perché impattato dal rischio downgrade dell’Italia

S&P Global Ratings conferma i rating di Intesa e UBI dopo l’annuncio dell’offerta lanciata dalla banca guidata da Carlo Messina sull’importante concorrente italiano, anche se di stazza minore. Ma pone il rating di UBI, attualmente ‘BBB-/A-3’, sotto osservazione per un possibile miglioramento di un gradino, legando questa possibilità al successo dell’operazione. Il rating di Intesa, attualmente a ‘BBB/A-2’, resta invece con outlook negativo, vale a dire posizionato per un possibile peggioramento, perché in quanto prima banca italiana riflette il rischio sovrano associato all’Italia. Lo scorso ottobre infatti l’agenzia ha confermato il BBB all’Italia con outlook negativo.

SE L’OFFERTA AVRÀ SUCCESSO IL MIGLIORAMENTO DEL RATING DI UBI SARÀ AUTOMATICO

In pratica, spiega in un comunicato S&P Global Ratings, il miglioramento dell’outlook di UBI è un fatto in qualche modo automatico. Se l’offerta di Intesa avrà successo, infatti, è prevedibile che UBI diventerà al 100% proprietà di Intesa, verrà quindi delistata dalla Borsa, e necessariamente il suo merito di credito andrà ad allinearsi a quello della banca più grande in cui verrebbe assorbito. Quindi sparirebbe il segno meno dopo la tripla B e il 3 che oggi si situa dopo la A diventerebbe un 2.

L’ENTITÀ CHE USCIREBBE DALL’OPERAZIONE AVREBBE UN RATIO RAC CONFORTEVOLE

In particolare, la grande agenzia di rating Americana stima che l’entità combinata che uscirebbe dall’acquisizione avrebbe un ratio RAC (risk-adjusted capital) confortevolmente all’interno del range 5%-6% previsto dalla stessa S&P fino al 2022, tenendo conto dell’intenzione di Intesa di distribuire agli azionisti alti dividendi di oltre 7,8 mld per il 2020 e il 2021.

UN GIUDIZIO CHE TIENE CONTO ANCHE DELLE OPERAZIONI CON BPER E UNIPOL-SAI

Inoltre, scrive ancora S&P Global Ratings, il giudizio sul merito di credito tiene conto dei benefici derivanti dalla prevista vendita di sportelli a BPER e di alcune attività assicurative a Unipol Sai. L’agenzia spiega che l’acquisto di UBI aumenterà la dimensione di Intesa in Italia supportando la sua posizione dominante nel wealth management, private banking e nell’assicurativo, ma solo a livello domestico.

ORA TUTTO DIPENDE DALLA POSSIBILITÀ CHE UBI METTA IN ATTO MISURE DIFENSIVE

Il punto interrogativo riguarda ovviamente il successo dell’operazione. Secondo S&P Global Ratings tutto dipenderà dall’adozione o meno da parte di UBI di misure difensive, che sarebbero incompatibili con l’offerta di Intesa come è stata strutturata e presentata. E per questo il miglioramento del giudizio su UBI viene espresso solo in termini di CreditWatch positivo e non di rating effettivo.

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SE TUTTO VA IN PORTO NE BENEFICIANO ANCHE GLI ALTRI STRUMENTI DI DEBITO DI UBI

Se l’operazione va in porto, ne beneficerà anche il rating sugli strumenti UBI a lungo termine RCR e sugli ibridi, compreso il debito subordinato additional Tier 1. L’outlook su Intesa, che rimane negativo ed esteso anche a Banca IMI e Fideuram, è invece legato al giudizio dell’agenzia sul debito sovrano italiano: se nei prossimi 12-24 mesi il rating sull’Italia dovesse venire abbassato, quello di Intesa ne seguirebbe le sorti, come d’altra parte tutti gli emittenti italiani, mentre se l’outlook sull’Italia diventasse stabile lo stesso accadrebbe per Intesa.




Financialounge.com
20 Febbraio 2020
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