L’accordo Chevron-Anadarko apre il ballo delle fusioni

di Redazione

L’M&A da 33 miliardi di dollari per l’acquisto di Anadarko Petroleum da parte della Chevron ha fatto scivolare i prezzi di quest’ultima del 5% ma il suo target price a 12 mesi è a 137,4 dollari (+15%)

Il settore petrolifero è uno dei più attivi nell’ambito dell’M&A (acquisizioni e fusioni) anche per l’effetto della profonda trasformazione del settore energetico che sta vivendo il passaggio dalle energie fossili a quelle rinnovabili. Ma l’operazione annunciata venerdì scorso da parte di Chevron corp per acquisire Anadarko Petroleum per una somma di 33 miliardi di dollari ha sostenuto le quotazioni azionarie dei produttori di olio di scisto (shale oil) e ha portato alcuni addetti ai lavori a prevedere una nuova ondata di fusioni e acquisizioni nel settore energia.

BOOM PER I TITOLI SHALE OIL USA

I titoli di società collegate al boom del petrolio di scisto in aree come il Texas e il Nuovo Messico hanno beneficiato venerdì scorso dell’annuncio del deal, con le azioni di Pioneer Natural Resources Co. in rialzo dell’11,53%, e lo stesso per i titoli Concho Resources (+8,75%), Devon Energy Corp. (+7,38%), EOG Resources Inc. (+6,66%) e Diamondback Energy Inc.(+ 6,37%). Al contrario il titolo Chevron ha lasciato sul parterre di Wall Street il 4.94% del proprio valore mentre il titolo dell’azienda target (Anadarko) ha contabilizzato un balzo del 32%.

ANALISTI, PARERI CONTRASTANTI

“Le attività di esplorazione e produzione delle società sono praticamente gratuite, specialmente nel Bacino Permiano, un bacino che si estende nella parte occidentale del Texas e in Nuovo Messico, ma il prezzo dell’operazione sembra un po’ tirato per una transazione che evidenzia un premio sul prezzo di mercato del 39%”, hanno detto gli analisti di Gimme Credit in una nota agli investitori mentre Stewart Glickman, analista di CFRA ritiene invece che Chevron abbia approfittato della significativa debolezza delle valutazioni di Anadarko negli ultimi tempi. ”Con l’operazione M&A di Anadarko non solo Chevron migliorerebbe nello shale degli Stati Uniti, ma anche nei progetti di acque profonde e di gas naturale liquefatto, che si adattano bene ai progetti di crescita annunciati da tempo dal colosso petrolifero costituito nel 1911 in California dalla dissoluzione del trust Standard Oil Company”, ha puntualizzato Stewart Glickman che ha poi aggiunto: “Pertanto, questo M&A ci piace perché è strategico, e finanziariamente sembra un buon affare per Chevron, nonostante il premio di oltre il 30% in base alla valutazione storica di Anadarko”.

LE SOCIETA’ BIG OIL

Le società “Big Oil” come Chevron e Exxon Mobil Corp. stanno cercando di espandere il loro fatturato aumentando i progetti di perforazione e riducendo i costi operativi, e le acquisizioni di produttori indipendenti di olio di scisto e gas sono una strada per raggiungere questo obiettivo : ecco perché diversi addetti ai lavori parlano di un ritorno delle mega operazioni di M&A nel settore oil USA.

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L’OTTAVO PIU’ GRANDE M&A IN DUE DECENNI

L’acquisizione promossa da Chevron sarebbe l’ottavo più grande accordo M&A nel settore petrolio e gas in due decenni, secondo i dati elaborati da Dealogic. Il deal proietta l’anno in corso in avanti rispetto al 2018 in termini di valore delle offerte: finora, da inizio anno, sono stati annunciati 169 deal in tutto il mondo per un controvalore di 94 miliardi di dollari, rispetto alle 235 operazioni a livello globale per un totale di 62 miliardi di un anno fa.

TARGET PRICE A 12 MESI A +15%

Resta il fatto che le azioni Chevron hanno guadagnato soltanto lo 0,4% negli ultimi 12 mesi, rispetto al rialzo del 9% dell’indice S&P500. Tuttavia , in base al consenso degli analisti, il prezzo medio target per i prossimi 12 mesi si attesta dopo l’annuncio di questo deal di M&A a 137,4 dollari per azione, cioè circa 15 punti percentuali al di sopra delle attuali quotazioni (120 dollari): gli azionisti, inoltre, possono contare su un dividendo annuo del 4%, circa il doppio della media delle azioni dell’indice S&P 500 di Wall Street




FinanciaLounge
15 Aprile 2019
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