Utili e rendimenti: occhio al mix di prodotti delle aziende

di Redazione

Alliance Bernstein ricorda che nelle fasi finali di un ciclo economico un mix di prodotti di fascia alta può minare la redditività

In tempi di prosperità e di crescita economica i consumatori sono più portati a passare dai prodotti di buona qualità ai prodotti d’eccellenza, è il fenomeno della “premiumizzazione”. Dal punto di vista delle aziende avere un mix di vendita con una maggiore incidenza di prodotti di fascia e di prezzo più elevati può apparire positivo, perché permette di incrementare i fatturati e i profitti, senza dover ricorrere a ingenti investimenti aggiuntivi. Quanto più “ricco” è il mix prodotti, tanto più tende a essere elevato il rendimento del capitale investito (ROIC), un indicatore chiave della redditività.

COSA INSEGNA UNA TAZZA DI CAFFÈ

In un rapporto di AllianceBernstein si ricorre all’esempio del caffè per spiegare questo concetto. Nelle catene di caffetterie, il caffè in tazza media costa di più rispetto alla tazzina, ma per l’azienda la spesa aggiuntiva è minima e verosimilmente non ha bisogno di effettuare investimenti di capitale per spingere questo prodotto. Vendere un maggior numero di caffè in tazza media si rivela quindi una strategia vincente: fa aumentare i profitti a parità di capitale investito, migliora quindi il ROIC.

I CONSUMI PREMIUM HANNO BENEFICIATO DELLE POLITICHE MONETARIE

In quest’ottica i bassi tassi di interesse e il conseguente aumento del credito ai privati ha spinto i consumatori ad acquistare prodotti e servizi che altrimenti non avrebbero potuto permettersi, come è accaduto, ad esempio, nel settore automobilistico USA. I consumatori statunitensi nel 2018 hanno speso mediamente 44.000 dollari, circa il 75% del reddito medio annuo di una famiglia, per acquistare “pick-up” grandi; la vendita di SUV di media grandezza si è attestata a 35.000 dollari circa, mentre quella di automobili di media cilindrata e utilitarie è stata rispettivamente di 23.300 e 19.000 dollari. L’effetto di queste scelte è che alcune case automobilistiche stanno ridimensionando notevolmente la loro esposizione ai segmenti di mercato delle utilitarie e delle berline, perché generano un basso margine.

L’IMPORTANZA DEL MIX DI VENDITA PER UTILI E RENDIMENTI AZIONARI

Andamento favorevole dell’economia e finanziamento a buon mercato hanno dunque favorito i consumi “premium” e incrementato i profitti delle aziende che hanno spostato il loro mix di prodotti verso l’alto; le società con margini e rendimenti più elevati tendono peraltro a essere scambiate a multipli più elevati, a parità di tutte le altre variabili. Il punto, osservano in AllianceBernstein, è che in presenza di trend prolungati, investitori e aziende possono perdere la prospettiva su quale sia un normale mix di vendite, se la domanda o i tassi d’interesse dovessero normalizzarsi, alcune aziende potrebbero quindi essere impattate negativamente.

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SE LO SCENARIO CAMBIA, OCCHIO AL MIX DI VENDITA

“Quando il prezzo dei titoli sale a livelli che presuppongono il perdurare della congiuntura favorevole, non riconoscere che una società o un settore sta beneficiando di un mix di vendita insolitamente positivo, e dunque passeggero, può essere rischioso”, avverte Frank Caruso, gestore di AB American Growth Portfolio, uno dei comparti AB maggiormente apprezzati dagli investitori e valutato da Morningstar con 5 stelle (classe I USD). “Alla luce dell’attuale scenario di mercato, caratterizzato dal rallentamento della crescita economica e degli utili, riteniamo che gli investitori debbano porre grande attenzione al mix di vendita”, continua Caruso. Concentrarsi sul mix di vendita, in conclusione, non è un compito facile, ma può contribuire a ridurre il rischio specifico di un titolo e a migliorare i rendimenti degli investimenti, aumentando la resilienza del portafoglio ad eventi avversi ed aumentandone in questo modo la capacità difensiva.

wernerimages / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
12 Aprile 2019
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