Inversione della curva dei tassi USA, perché l’S&P 500 è sotto pressione

di Redazione

Venerdì scorso per la prima volta dal 2007 si è materializzata l’inversione della curva dei tassi USA: in passato è quasi sempre stata predittiva nelle recessioni e nella correzione di Wall Street

Lo scorso 22 marzo ha preso corpo l’inversione della curva dei tassi statunitensi: il rendimento del titolo del Tesoro (Treasury) decennale è diminuito di 10 punti base portandosi al 2,439% mentre il T-bill a 3 mesi si è attestato al 2,462%, lasciando lo spread tra le due scadenze intorno a 3 punti base negativi.

NON ACCADEVA DAL 2007

Si tratta di un fenomeno che non accadeva dal 2007 e che ha immediatamente spaventato gli investitori con i principali indici di Wall Street in ripiegamento di circa due punti percentuali. Gli investitori azionari sono quindi sull’allerta per l’avvertimento lanciato dal mercato obbligazionario. “Ritengo che le persone saranno sorprese di conoscere dove si troverà l’indice S&P 500 alla fine dell’anno. Stiamo dirigendoci verso una correzione del 40% rispetto al picco dell’azionario americano” ha dichiarato in un’intervista a MarketWatch Otavio Costa, un analista macro di Crescat Capital, un hedge fund americano.

MERCATO ORSO ALLE PORTE?

L’esperto afferma che l’inversione della curva dei tassi USA, dove i rendimenti a breve scadenza salgono sopra quelli a più lungo termine, segnali la fine corsa, lunga più di 10 anni dell’S&P 500, alla luce del numero crescente di inversioni degli spread di rendimento tra le scadenze breve e lunghe del Tesoro: una situazione che suggerisce l’imminente sopraggiungere di un mercato orso (ribassista) a fronte di un quadro di crescita globale preoccupante. L’inversione della curva dei tassi USA tra le più seguite dagli economisti, ha preceduto ogni recessione dal 1960, anche se i tempi tra i due eventi (data dell’inversione e inizio della recessione) possono variare da qualche mese fino a due anni. In tutti i casi l’inversione che si è materializzata venerdì scorso è la prima dal 2007, poco prima della crisi finanziaria che si è sviluppata, raggiungendo un crescendo nell’autunno del 2008.

La curva alla fine si è invertita, ma forse è solo la nuova normalità

La curva alla fine si è invertita, ma forse è solo la nuova normalità

PERCHE’ LE CURVE DEI TASSI SI INVERTONO

Ma perché le curve dei tassi si invertono? Di solito accade perché gli investitori si preoccupano della crescita economica futura, il che tende a stimolare la domanda di Treasury sicuri e a lungo termine: i prezzi dei titoli di stato USA salgono e i rendimenti, che si muovono in direzione opposta ai prezzi, si riducono. Da notare che fino allo scorso mese di gennaio, la Federal Reserve aveva alzato i tassi di interesse nove volte dal dicembre 2015, il che può determinare l’effetto di spingere verso il basso i tassi a breve termine, che sono i più sensibili agli aumenti dei tassi della banca centrale.
Ma c’è di più. Otavio Costa fa notare che l’inversione della curva dei tassi di venerdì non è affatto isolata in quanto la percentuale totale di inversioni dei tassi USA si è potuta constatare già in tutto lo spettro della curva, dai Treasury a 30 anni fino al tasso overnight dei Fed Funds.

MENTRE LA FED COMPRA TEMPO VOI COMPRATE ORO

L’analista ammette che gli annunci della Fed nella sua ultima riunione (congelamento dei tassi per tutto il 2019 e rallentamento della riduzione del bilancio) potrebbero allungare la vita al ciclo economico, ma, nel frattempo, persegue la sua politica di portafoglio contrarian. In pratica, afferma di essere ribassista sulle azioni americane e rialzista sull’oro, o per meglio dire, il “macro trading del secolo”: quando inizierà il panico sui mercati, le attività percepite come rischiose (in particolare le azioni) saranno svendute a favore di quelle viste come porti sicuri (come l’oro). Per chi è scettico sulla view di Otavio Costa non resta che augurarsi che si sbagli nelle sue previsioni.

Fokusiert / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
26 Marzo 2019
Partner
Top