Commodity 2014, caffè alle stelle e petrolio nella polvere

Tra le tante prerogative degli ETF ce n’è una particolare: quella di poter investire direttamente sull’andamento delle materie prime anche con piccoli capitali a disposizione e con costi relativamente contenuti. Gli ETF (o, per meglio dire, gli ETC, cioè gli Exchange Traded Commodity) consentono infatti di prendere posizione sia su un indice generale di materie prime sia su singole commodity.

Nel 2014, dal primo gennaio al 23 dicembre scorso, gli ETF sul caffè mostrano un rialzo del 51% mentre quelli specializzati sul petrolio accusano perdite superiori al 33%. In questa ampia forbice di performance si sono distribuite le variazioni degli ETC sulle altre materie prime. Tra quelle in territorio positivo figurano gli ETC sul nickel (+22%), sul grano (+9%), sull’oro (+10%), sull’alluminio (+8%), sul cacao (+21%) e sul zinco (+13%). Tre quelle invece in rosso, ci sono gli etc sul gas naturale (-18%), sullo zucchero (-20%), sul rame (-5%), sul cotone (-8%), sull’argento (-10%) e sul piombo (-9%).

Ma quali sono le previsioni formulate dagli esperti di commodity per il 2015?
Diciamo che almeno per i primi sei mesi le stime concordano per un petrolio ancora debole che, a meno di eventi particolari, dovrebbe oscillare tra i 50 e i 60 dollari al barile mentre le quotazioni dell’oro dipenderanno dalla forza del dollaro USA e, di conseguenza, dovrebbero muoversi in un trading range compreso tra i 1.100 e i 1.200 dollari l’oncia. Tra i metalli industriali l’outlook sullo zinco resta positivo anche per il prossimo anno mentre quello relativo al rame permane negativo. Infine, per quanto attiene alle commodity agricole, potrebbe essere interessante assumere una piccola esposizione agli etc specializzati su grano e cereali soprattutto se la domanda proveniente dalla Cina dovesse proseguire su volumi sostenuti anche nel prossimo anno.




FinanciaLounge
29 Dicembre 2014
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