Mercati, le banche centrali sostengono il momentum positivo

di Leo Campagna

Venerdì 21 i dati preliminari di febbraio degli indici PMI statunitensi e dell’area euro forniranno una prima indicazione su quanto il blocco dell’attività produttiva in Cina stia danneggiando il ciclo delle altre geografie

Non è ancora chiaro se l’epidemia diffusa dal coronavirus cinese abbia raggiunto il picco del contagio e nemmeno che tipo di impatti potrà provocare all’economia cinese e a livello globale. Tuttavia gli investitori sembrano confidare nella rete di protezione garantita dalle principali banche centrali che sostiene il momentum favorevole a tutte le asset class di rischio.

NUOVI MASSIMI PER S&P 500 E NASDAQ

In quest’ottica, non deve sorprendere se la scorsa settimana si è chiusa, per l’ennesima volta, con gli indici S&P 500 e Nasdaq Composite su nuovi massimi assoluti e con quelli europei ben intonati al rialzo: solo la Borsa di Tokyo ha registrato un andamento in controtendenza, ancora fortemente penalizzata dai settori ciclici.

DA INIZIO ANNO 12 BANCHE CENTRALI HANNO TAGLIATO I TASSI

“Da inizio anno sono 12 le banche centrali, in prevalenza nell’area emergente, che hanno tagliato i tassi ufficiali. Inoltre la banca centrale cinese (PBoC) ha messo in campo imponenti stimoli attraverso la riduzione del costo del denaro e immissioni dirette di liquidità” fanno sapere gli esperti di Euromobiliare SGR.

ATTESA PER UN NUOVO PIANO FISCALE CINESE

Un ulteriore sostegno al mercato è giunto dall’annuncio della scorsa settimana, da parte delle autorità cinesi, di un nuovo piano fiscale espansivo che prevede misure di taglio delle tasse e delle spese in favore delle imprese. A beneficiarne è stato in particolare l’indice Shanghai Composite che ha recuperato i livelli precedenti la chiusura per il capodanno lunare.

DOLLARO FORTE, EURO DEBOLE

Le dinamiche in atto sui mercati finanziari hanno determinato importanti movimenti anche in ambito valutario con il dollaro che ha confermato la sua natura anticiclica nella prospettiva di una nuova fase di rallentamento della congiuntura globale. Sull’euro, invece hanno pesato diversi fattori negativi (tra i quali gli impatti del coronavirus sull’economia e le difficoltà della Merkel nel panorama politico tedesco) che ne hanno determinato un deprezzamento contro tutte le principali valute scendendo a 1,08 rispetto al biglietto verde, il livello più basso dal 2017.

FATTORI DI STABILIZZAZIONE PER L’ECONOMIA DELL’AREA EURO

“L’aspetto positivo è che il mix di una moneta unica debole, tassi bassi e, soprattutto, spread dei governativi periferici in contrazione, costituisce un insieme di fattori di stabilizzazione per un’economia dell’eurozona ancora in affanno”, spiegano i professionisti di Euromobiliare SGR.

Video – Il sostegno delle banche centrali ai mercati

Il sostegno delle banche centrali ai mercati

VENERDÌ 21 I PRIMI INDICATORI DELL’IMPATTO DEL VIRUS SULL’ECONOMIA

I quali, passando all’agenda economica di questa settimana, segnalano la data di venerdì 21. “Saranno resi noti i dati preliminari di febbraio degli indici di fiducia delle imprese statunitensi e dell’area euro. Gli indici PMI forniranno una prima indicazione su quanto il blocco dell’attività produttiva in Cina stia danneggiando il momentum ciclico nelle altre geografie”, specificano gli esperti di Euromobiliare SGR. Secondo i quali è probabile che il PMI manifatturiero USA possa attestarsi in area 51 punti (nella zona che indica espansione) e quota 47 punti in Europa. Al contrario gli indici relativi ai servizi dovrebbero mantenersi sui livelli di gennaio, confermando una buona resilienza.




Financialounge.com
19 Febbraio 2020
Partner
Top