Settore telecomunicazioni, sfruttare il risiko delle torri per trovare valore

di Redazione

Nonostante lo scarso appeal, un approccio basato sulla gestione attiva permette di cercare occasioni, principalmente tra gli operatori del mobile

La gestione attiva permette di avvalersi di analisi settoriali e sui singoli titoli sviluppate da esperti allo scopo di selezionare in modo rigoroso le azioni da inserire in portafoglio. Un esercizio che si rivela efficace anche in un settore come quello delle telecomunicazioni europee, che continua a evidenziare uno scarso appeal sul mercato. Basti pensare che, negli ultimi tre anni, lo Stoxx Europe 600 Telecommunications, che riflette l’andamento del settore in Borsa, ha lasciato sul terreno quasi un quarto del suo valore (dati al 10 maggio 2019).

TORRI DI TELECOMUNICAZIONI

Le ragioni di questa performance negativa sono da ricercare nell’elevato indebitamento, nella eccessiva regolamentazione e negli onerosi progetti di investimento per le reti dati ad alta velocità a fronte di ricavi e margini stazionari. “Tuttavia, all’interno del settore si sono distinti i titoli degli operatori di torri per telecomunicazioni mobili. Il nostro successo in quest’ambito è espressione del valore aggiunto che siamo riusciti ad offrire ai sottoscrittori dei nostri fondi grazie alle nostre capacità di ricerca globale” puntualizza Roger Wilkinson, Analista azionario senior, azioni britanniche ed europee di Columbia Threadneedle Investments.

LANCIO DELLE RETI 5G

A trainare questo specifico segmento di mercato è la domanda di dati wireless, alimentata in particolare dai social media e dallo streaming di video, che continua a mostrare tassi di crescita robusti. “Prevediamo che questo trend positivo possa proseguire con il lancio delle reti 5G, che ridurranno i tempi di download e di latenza, un aspetto questo di particolare rilievo per il crescente numero di giocatori online” specifica Roger Wilkinson.

FOCUS SUGLI OPERATORI MOBILI

Il quale, tuttavia, ritiene che le attuali valutazioni degli operatori di torri per telecomunicazioni mobili si siano avvicinate al loro valore equo. Ecco perché, rivela l’analista, ora è interessato agli operatori telecom mobili che potrebbero offrire interessanti opportunità. A patto che siano in grado di monetizzare questa robusta domanda che sta premiando i proprietari delle torri telecom.

CONSOLIDAMENTO DEL MERCATO EUROPEO

Mentre negli Stati Uniti la cessione delle divisioni reti da parte degli operatori mobili è stata avviata già da 20 anni, i player europei continuano a mantenere molte delle antenne telefoniche usate per il loro traffico dati. Negli ultimi anni, si è però notato un consolidamento del mercato europeo delle torri con la creazione di joint venture nel settore delle infrastrutture e tra operatori quotati in borsa come Cellnex e Inwit, le cui valutazioni hanno raggiunto livelli piuttosto tirati.

VALUTAZIONI TIRATE PER CELLNEX E INWIT

Infatti Cellnex, il gestore spagnolo di questo tipo di infrastrutture è scambiato a 18,6 volte i profitti attesi mentre Inwit, tower operator di Telecom Italia, evidenzia un p/e prospettico di 21,99: in pratica a più del triplo delle valutazioni di importanti operatori di reti mobili europei come Vodafone.

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LA STRATEGIA DEL CEO VODAFONE NICK READ

A proposito di Vodafone, il nuovo Ceo Nick Read ha spiegato che il gruppo potrebbe cedere le antenne europee di proprietà diretta in modo da ridurre l’indebitamento mentre altri operatori mobili europei potrebbero seguire tale prospettiva: in Francia, per esempio, il gruppo telecom Iliad ha ceduto a Cellnex quasi 6000 torri e altre 2000 in Italia.

CONDIVISIONE DI 11MILA ANTENNE

“In base alle nostre analisi, se Vodafone condividesse 11.000 antenne con Inwit, potrebbe incassare due miliardi di euro e contare su una partecipazione del 30% in una società del valore di 10 miliardi di euro” argomenta Roger Wilkinson, secondo il quale operazioni di questo tipo potrebbero trovare spazio in tutta Europa e, in modo ancora più specifico, in Spagna e in Germania.

SENSIBILE RIDUZIONE DEI DEBITI

“Se poi Vodafone stringesse analoghi accordi sulle torri di trasmissione nell’Europa continentale, i flussi di contanti in entrata potrebbero toccare quota 12 miliardi di euro, creando sinergie per 3,5 miliardi. Inoltre incrementerebbe i margini operativi e sarebbe in grado di ridurre in modo significativo il debito netto, attualmente a quota 27 miliardi di euro” precisa l’analista.

DEUTSCHE TELEKOM

Detto questo, Roger Wilkinson resta piuttosto cauto sul titolo Vodafone alla luce dalla persistente debolezza delle attività del gruppo nel settore mobile europeo, soprattutto in Spagna e in Italia, mentre è molto più ottimista sulle prospettive operative di Deutsche Telekom, la cui principale esposizione in ambito mobile è ai mercati molto più solidi di Stati Uniti e Germania.

sarayut / iStock / Getty Images Plus


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18 Luglio 2019
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