Multi asset 2019, ecco come cercare valore nell’equity

In Borsa Bhandari (Columbia TI) privilegia i titoli giapponesi, asiatici ed europei. La duration è impiegata con moderazione mentre nel complesso mantiene un posizionamento neutrale sul credito e sulla liquidità

Le guerre commerciali, in particolare quella tra Washington e Pechino, la complessa situazione politica in Europa (dalla Brexit all’Italia passando per i gilet gialli francesi), e le preoccupazioni relative alla crescita della Cina hanno amplificato la debolezza nelle regioni caratterizzate da una leva operativa superiore, ovvero Europa, Giappone e paesi asiatici emergenti. Una situazione che permane all’inizio del nuovo anno e con la quale gli investitori dovranno fare i conti.

FOCUS SU TASSI DI SCONTO E FLUSSI DI CASSA

In particolare, secondo Maya Bhandari, gestore di portafoglio multi asset di Columbia Threadneedle Investments, saranno da tenere sotto stretta osservazione sia le oscillazioni dei tassi di sconto che i prezzi pagati per i flussi di cassa aziendali futuri. Infatti, entrambi tendono a essere interconnessi tra i vari mercati finanziari. Non è un caso che il denominatore comune della debolezza dei mercati finanziari nel secondo semestre del 2018 sia da ricercarsi nel perdurante shock del tasso di sconto che ha visto dapprima rendimenti reali più elevati e, successivamente, un ulteriore ampliamento degli spread delle obbligazioni societarie.

LE MOSSE DELLA FED E I RISCHI GEOPOLITICI

In questo contesto, Maya Bhandari specifica le fonti che potrebbero esercitare le maggiori pressioni al rialzo sui tassi di sconto globali nel 2019. “Innanzitutto un incremento dell’espansione fiscale negli Stati Uniti, con il raggiungimento o il superamento della piena occupazione. Uno scenario che metterebbe la Federal Reserve nelle condizioni di innalzare i tassi d’interesse di riferimento più di quanto avrebbe fatto in condizioni normali. Inoltre la tensione sui mercati del lavoro sta evidenziando una pressione al rialzo sulle retribuzioni orarie. Infine, e non certo per importanza, i rischi geopolitici, dalle guerre commerciali alla Brexit e all’Italia”, argomenta l’esperta.

MARGINI DI INCERTEZZA

Certo, tiene a sottolineare Maya Bhandari, esistono margini di incertezza per ciascuno di questi fattori, capaci di indirizzare le implicazioni sull’economia reale e sui mercati finanziari. Per esempio l’aumento delle retribuzioni può esercitare implicazioni sui margini aziendali (e quindi sui flussi di cassa), sull’inflazione (ovvero i tassi di sconto) oppure risultare meno impattante nel momento in cui la produttività del lavoro crescerà in misura tale da produrre un effetto positivo generalizzato.

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PREMI AL RISCHIO PIU’ ALTI NELL’AZIONARIO

Detto questo le previsioni di Columbia TI per il 2019 sono moderatamente positive, sebbene si collochino al di sotto del biennio 2017-2018. “Mentre la crescita globale reale rallenta a un ritmo sopra la media, le banche centrali procedono in un percorso di normalizzazione dei tassi in modo graduale e in linea con le aspettative. Il tutto mentre la dinamica dei profitti aziendali mostra una buona cadenza nella maggior parte delle regioni”, spiega l’esperta. La quale, alla luce di queste previsioni e della correzione avvenuta sui mercati nell’ultimo trimestre del 2018, ritiene le valutazioni correnti più interessanti in diverse aree, con premi al rischio superiori nei comparti azionario, del reddito fisso e anche delle materie prime.

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PREFERENZA AI TITOLI AZIONARI DI GIAPPONE, ASIA E EUROPA

Sulla scia di queste considerazioni i portafogli multi-asset di Columbia TI evidenziano una preferenza per le azioni rispetto al reddito fisso, favorendo in particolare i titoli giapponesi, asiatici ed europei. Nel reddito fisso, più in particolare, a fronte di un posizionamento neutrale sulle obbligazioni societarie, prevale un sottopeso sui titoli di stato core. Una scelta, quest’ultima che Maya Bhandari adotta osservando due aspetti. In primo luogo i rendimenti statunitensi, che stanno perforando un canale rialzista che dura da 38 anni (sebbene gravitino ancora su livelli relativamente bassi). In secondo luogo il progressivo inasprimento della politica monetaria globale e la deglobalizzazione in atto che dovrebbe alimentare le pressioni al rialzo dei tassi. Infine, l’esperta rivela un posizionamento neutrale anche sulla liquidità in portafoglio.

guvendemir / E+ / Getty Images


FinanciaLounge
15 Gennaio 2019
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