Le opportunità dei subordinati ibridi bancari

di Redazione

Negli ultimi cinque anni i CoCo bancari AT1 hanno sovraperformato le azioni bancarie con una minore volatilità, spiegano in AllianceBernstein

Non sono stati facili per le banche europee gli anni che hanno seguito la grande crisi finanziaria globale, alle prese da un lato con l’esplosione delle “sofferenze” (i crediti deteriorati) e dall’altro con una redditività penalizzata dai bassi tassi d’interesse e da una crescita economica debole, oltre che dagli effetti della rivoluzione digitale che sta cambiando il modo di fare banca. Non stupisce quindi che negli ultimi anni le azioni del settore bancario del vecchio continente abbiano registrato performance negative, sia in termini relativi, rispetto al resto del mercato azionario, sia in termini assoluti. Stupisce un po’, invece, che abbiano registrato un andamento positivo le obbligazioni bancarie europee.

I TITOLI IBRIDI BANCARI

C’è una particolare tipologia di titoli bancari, di titoli convertibili contingenti (CoCo) che si è rivelata particolarmente interessante ed è quella dei CoCo di capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1). Questi titoli sono perpetui, non hanno cioè scadenza, e il pagamento della cedola è discrezionale, può essere sospeso; sono definiti ibridi perché, al verificarsi di determinate circostanze, possono essere convertiti in capitale oppure subire una svalutazione.

LA SOVRAPERFORMANCE RISPETTO ALLE AZIONI

Negli ultimi cinque anni i titoli AT1 hanno sovraperformato i titoli bancari del 50% circa, con una bassa correlazione rispetto alle azioni bancarie; nello stesso periodo, i prezzi dei titoli AT1 sono rimasti relativamente stabili, con una volatilità compresa tra il 6% e lʼ8%, mentre quella delle azioni si attestava al 25% circa. In AllianceBernstein credono molto nelle potenzialità di questi strumenti, lo scorso anno hanno lanciato un comparto della AB Sicav I, AB Financial Credit Portfolio, che investe con un approccio flessibile su tutta la struttura del capitale bancario, con una predilezione, appunto, per il debito subordinato, tra cui AT1 e azioni privilegiate statunitensi.

FONDAMENTALI MIGLIORI DELL’HIGH YIELD

“La cedola e il carry dei titoli AT1 rimangono le principali fonti di rendimento e offrono una buona protezione contro un eventuale deprezzamento”, spiegano in AllianceBernstein e fanno anche notare come le banche abbiano fondamentali più solidi rispetto alle obbligazioni corporate high yield non finanziarie e siano in una fase iniziale del ciclo del credito. “La qualità creditizia degli AT1 è superiore a quella delle obbligazioni corporate high yield globali. In genere le banche più grandi sono in una posizione robusta con un rating medio pari ad A, anche se gli AT1 rientrano in genere nelle fasce di rating BBB e BB a causa del rischio di subordinazione insito in questi titoli”.

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OPPORTUNITÀ IN PROSPETTIVA FUTURA

In una prospettiva futura, è l’opinione di AllianceBernstein, i titoli AT1 rappresentano un’opportunità interessante per gli investitori europei: i bilanci di gran parte delle banche europee sono solidi e risentiranno solo marginalmente delle pressioni sugli utili e in un mercato scarso di rendimenti, gli AT1 offrono poi remunerazioni eccezionali per titoli garantiti da emittenti solidi. Il pagamento della cedola media, attualmente al 7% misurata in dollari e al 6% misurata in euro, è meno discrezionale, e quindi meno aleatorio rispetto alla distribuzione dei dividendi azionari. “Gli investitori azionari selettivi possono ancora trovare delle opportunità in specifici istituti di bancari europei con fondamentali più solidi rispetto alla categoria, valutazioni interessanti e fattori specifici delle imprese che fanno da catalizzatori per un eventuale rimbalzo. Ma in generale, dato lʼattuale contesto, riteniamo che lʼinvestimento nei titoli AT1 offra dei vantaggi”. E per cogliere i vantaggi delle obbligazioni subordinate, a cominciare proprio dalla tipologia AT1, AllianceBernstein può contare sul comparto AB Financial Credit Portfolio , che predilige società finanziarie di qualità e nel primo anno di vita ha mostrato di saper fare meglio del mercato, sia in contesti rialzisti che ribassisti con performance di riguardo fin dalla data di lancio.




FinanciaLounge
13 Agosto 2019
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