Idee di investimento – Azioni – 30 gennaio 2017

La progettazione di una maggiore tutela che agevoli l’uscita dal mondo del lavoro. In modo da preparare adeguatamente in anticipo la pensione rispettando le priorità individuali e il profilo del singolo risparmiatore. È questo uno degli aspetti di maggior rilievo che Larry Fink, Chairman & Chief Executive Officer di BlackRock, ha affrontato nell’articolo “Pianificazione pensionistica, va preparata adeguatamente in anticipo”. Questo anche perché l’onere per il risparmio previdenziale si è spostato dai datori di lavoro ai dipendenti che devono pensare per tempo a come investire i risparmi per costruirsi una pensione integrativa.

Questo, tuttavia, non vuol dire che una parte del portafoglio non possa (e non debba) essere indirizzata a scelte tattiche di breve periodo. “Nel breve termine i mercati azionari dovrebbero continuare a beneficiare della crescita americana in un contesto di piena occupazione, le obbligazioni invece dovrebbero soffrire per le maggiori aspettative idi inflazione mentre il dollaro conserverà la propria forza relativa” sostiene nell’articolo “Perché adesso l’approccio consigliabile è tattico” Carlo Benetti, Head of Market Research and Business Innovation di GAM (Italia) SGR, che infatti suggerisce un’esposizione azionaria capace di approfittare del momentum favorevole nella parte satellite del portafoglio (quella più tattica e legata ai trend dei mercati), mentre la parte “core” (che rappresenta la componente più stabile del portafoglio) dovrebbe rimanere saldamente ancorata al lungo termine con fonti di rendimento decorrelate dai trend dei mercati.

In quest’ottica, si può constatare come i mercati azionari emergenti, che sono stati penalizzati subito dopo la vittoria di Donald Trump, continuino a vantare solidi fondamentali “Riteniamo che i fattori di supporto per investire in titoli azionari dei mercati emergenti nel lungo periodo, e cioè la diversificazione del portafoglio e il potenziale per la generazione di alpha (extra rendimento), restino intatte” dichiara nell’articolo “Azionario mercati emergenti, restano intatte le potenzialità di lungo termine” Loredana La Pace, Country Head in Italia di Goldman Sachs Asset Management (GSAM), convinta che l’iniziale risposta del mercato alla vittoria di Donald Trump stia sottostimando le opportunità di diversificazione presenti sui mercati emergenti. “Abbiamo notato un ritorno in positivo del ciclo dei profitti e dei rendimenti negli ultimi sei mesi, e le prospettive per gli utili continuano a supportare un outlook positivo per il 2017. Continuiamo a credere che tali prospettive possano rappresentare il fattore trainante dell’asset class in futuro, compensando un possibile ribasso derivante dall’andamento delle valute” sottolinea Loredana La Pace. Che, tuttavia, conclude ricordando l’importanza della selettività: “Siamo convinti che un approccio d’investimento attivo, focalizzato sull’attenuazione delle debolezze caratterizzanti i Paesi Emergenti, rappresenti una via efficace per accedere al potenziale di crescita dell’asset class nel lungo termine”.

Azad Zangana, Senior European Economist and Strategist di Schroders, per esempio, mostra particolare attenzione ai rialzi ciclici, come quelli che potrebbero riguardare il Brasile e la Russia, che stanno uscendo dalla recessione e tagliando i tassi: “I paesi le cui valute hanno ritrovato una certa stabilità dei corsi dopo il pesante contraccolpo seguente al crollo delle quotazioni delle materie prime, sono ora nelle condizioni di iniziare a tagliare i tassi a sostegno della crescita: una situazione favorevole agli investitori” puntualizza nell’articolo “Azionario emergenti, perché gli analisti sono nervosamente positivi” Azad Zangana.

Passando ad esaminare i mercati sviluppati Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management sostengono che sia meglio essere cauti adesso a Wall Street. “Dopo una corsa degli indici azionari di oltre il 9% rispetto al trimestre precedente, siamo convinti che gli effetti positivi dell’elezione di Donald Trump siano già incorporati nei prezzi” commentano nell’articolo “Strategie di portafoglio, adesso occhio alla Cina e alle mosse di Trump” i due manager.

Sulla stessa lunghezza d’onda pure la Pictet Asset Management Strategy Unit (PSU), il gruppo di investimento responsabile delle linee guida di asset allocation in ambito azionario e obbligazionario, nonché in materia di valute e di commodity. “Le valutazioni piuttosto convenienti e la robusta crescita potenziale rendono il mercato azionario europeo tra i più interessanti a livello globale” sostiene nell’articolo “Mercati azionari: il podio delle preferenze va a Europa, Giappone e Regno Unito” la PSU che, più o meno con le stesse motivazioni, sovrappesa pure l’azionario UK e la borsa di Tokyo.

Infine, da segnalare la tesi esposta nell’articolo “Banche italiane, il settore è ancora sottovalutato nonostante il recente rally” dagli analisti di Credit Suisse, secondo la quale le banche italiane continuano a mostrare valutazioni contenute. Attualmente gli istituti di credito del nostro paese quotate in Borsa sono scambiate a circa lo 0,57 del rapporto prezzo / patrimonio netto 2017 (con un 35% di sconto rispetto ai concorrenti di settore europei), dallo 0,46 di fine novembre (quando lo sconto ammontava al 40%). Secondo gli esperti della banca d’affari svizzera la performance del settore bancario italiano è supportato da almeno tre fattori. In primis un potenziale miglioramento dello scenario politico. In secondo luogo dal varo del fondo pubblico da 20 miliardi per soccorrere le banche in difficoltà. In terzo luogo dalla tendenza alla riduzione dei crediti deteriorati (NPL, non performing loan).




FinanciaLounge
30 gennaio 2017
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