Il libro

Ecco come cambia il ruolo del wealth manager con l’AI e la finanza comportamentale

Antonello Di Mascio ed Enrico Maria Cervellati, nel libro edito da Egea, analizzano l’evoluzione del lavoro dei consulenti finanziari alla luce delle innovazioni tecnologiche

di Annalisa Lospinuso 5 Aprile 2024 09:38
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La rivoluzione dell’intelligenza artificiale sta travolgendo tutti i settori. E anche quello della consulenza finanziaria non è immune. Nell’obiettivo di avere una consulenza finanziaria sempre più personalizzata per incrociare le richieste del cliente, l’intelligenza artificiale diventa uno strumento sempre più necessario per risolvere il continuo dilemma: come far convergere gli interessi del cliente con quelli dell’intermediario e del consulente stesso in uno scenario competitivo in movimento sempre più impattato dalla innovazione tecnologica? È quello che viene chiamato il “puzzle del wealth manager” nel libro “Wealth Manager: l’evoluzione del ruolo tra intelligenza artificiale e finanza comportamentale”, scritto da Antonello Di Mascio ed Enrico Maria Cervellati e pubblicato dalla casa editrice Egea di Milano.

SCENARI FUTURI CONSULENTI-AI


Il libro di Di Mascio e Cervellati analizza come cambia il ruolo del wealth manager, alla luce dell’innovazione tecnologica (intelligenza artificiale in particolare), e come i principi della finanza comportamentale possono aiutare a coniugare gli interessi di tutti gli attori coinvolti: gli stessi wealth manager, i clienti, gli intermediari. Si arriva ad immaginare come sarà il rapporto tra i consulenti e l’intelligenza artificiale/robo advisor nei prossimi anni, immaginando quattro scenari: la convivenza, la collaborazione, la competizione, la sostituzione.

GLI AUTORI


Antonello Di Mascio si è occupato delle strategie commerciali nel wealth management all’interno dei principali gruppi bancari italiani (tra cui Ina-Generali, Banca Steinhauslin, Gruppo MPS, Intesa Sanpaolo, Fideuram ISPB, Poste Italiane) e oggi in Poste Vita guida il progetto strategico di integrazione di Net Insurance. Enrico Maria Cervellati è professore associato di Finanza aziendale all’Università Link di Roma e fondatore di una società di consulenza e alta formazione EMC3 Solution.

 



NUOVA NORMALITÀ


La pandemia Covid-19 ha accelerato processi latenti che sono destinati a cambiare per sempre l’assetto globale: dalla deglobalizzazione all’inflazione persistente, dal nuovo multilateralismo geopolitico alla transizione energetica. Una nuova normalità nella quale l’innovazione tecnologica è sempre più rapida e delinea le linee di sviluppo, attraverso l’impero dei big data, dell’intelligenza artificiale e del metaverso. Si aprono così diverse sfide per il wealth manager che, per un’allocazione efficiente del risparmio e per la creazione di performance, devono essere in grado di interpretare al meglio l’evoluzione globale.

UNA VISIONE SISTEMICA DI RICCHEZZA


Secondo gli autori l’Ai non è il nemico da combattere, ma un mezzo sempre più qualificato per rendere migliore il lavoro del wealth manager. “L’intelligenza artificiale – spiegano Di Mascio e Cervellati – non dovrà ridurre del 10-20% i posti di lavoro ma potrà incrementare del 10-20% la produttività relazionale e commerciale nella consulenza e potrà contribuire a migliorare sensibilmente la qualità del lavoro esistente attraverso maggiore trasparenza, maggiori e più continuative informazioni ai clienti, maggiore educazione dei clienti nel mondo degli investimenti e quindi maggiore consapevolezza. Un cliente informato e consapevole investe meglio creando benefici per tutta la collettività. In altri termini la tecnologia e l’intelligenza artificiale, se utilizzati bene dai consulenti, consentiranno di generare quel valore attraverso la performance che si tradurrà in nuova ricchezza e/o nuovi consumi con un impatto positivo sull’economia del Paese”. Dal libro emerge una visione sistemica nella quale la buona gestione del risparmio genera nuova ricchezza e, quindi, fa da volano alla crescita del Paese. Un lavoro efficiente che può essere ottenuto grazie alla finanza comportamentale come metodo di lavoro e all’intelligenza artificiale come strumento per ridurre gli errori comportamentali della clientela e quindi operare in modo corretto rispetto agli obiettivi di ciascun cliente, al loro profilo di rischio ed al loro orizzonte temporale.
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